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22 marzo 2014 ,

Pink Martini & The Von Trapps

DREAM A LITTLE DREAM

2014 - Heinz Records
[Uscita: 04/03/2014]

Settimo disco per la piccola orchestra, una decina di elementi, messa su nel 1994 dal pianista Thomas Lauderdale e dalla cantante China Forbes: questa volta i nostri si fanno accompagnare da Sofie, Melanie, Amanda e August von Trapp, i discendenti di Maria von Trapp la cantante austriaca  la cui fuga dai nazisti inspirò il film “The Sound of Music”, conosciuto in Italia come “Tutti Insieme Appassionatamente”. Diversi i musicisti che hanno contribuito al disco, fra questi ricordiamo i Chieftains e la Harvey Rosencrantz Orchestra. Come nell’indole della band  l’eclettismo domina sia nei diversi stili, si va dal musical al jazz, dal tango alla bossanova, dal pop al classico, dagli inni nazionali agli yodel, così come è tutto un intrecciarsi di linguaggi differenti, inglese, giapponese, la lingua del Rwanda, cinese, tedesco, e questo contribuisce non solo a rendere l’album vario, ma a creare una sorta di internazionale della musica, un melting pot che vibra dell’amore per le sette note. Il repertorio scelto per “Dream a Little Dream” alterna brani originali a cover, fra queste due, Lonely Goatherd ed Edelweiss, sono tratte da “The Sound of Music”, c’è poi Rwanda Nzazi, inno del Paese africano, una divertentissima e scatenata Fernando degli Abba, ed una sorprendente cover di Volevo Un Gatto Nero, uno dei più clamorosi successi dello Zecchino d’oro, anno 1969, ma qui riproposta nella curiosa versione giapponese.

 

pink martiniNello shaker di Thomas Lauderdale finiscono anche In Stiller Nacht di Brahms, standard come il brano degli anni ’30 che dà il titolo al disco, e che fu portato al successo anche dai Mamas & Papas, e gli auguri di buon anno in cinese di Gong Xi. I brani originali non si staccano troppo dall’atmosfera glamour e raffinata che circonda l’album. Ancora una volta i Pink Martini danno una prova di classe e di scintillante fascino, tutto è giocato sull’equilibrio fra brillantezza dell’esecuzione e dell’interpretazione e la giocosa ironia con cui si affronta un repertorio estremamente variegato, in cui un ruolo centrale gioca la ricerca dell’insolito, della chicca con cui divertire l’ascoltatore, mentre gli eleganti arrangiamenti accompagnano il variare e l’intrecciarsi delle voci. Il disco è un colorato frullatore di musica popolare, inteso nel senso più lato possibile, melodie conosciute risuoneranno continuamente nelle vostre orecchie nel cocktail preparato da Lauderdale e soci, canzonette, ma che rendono più leggere e piacevoli le nostri giornate. Chi l’ha detto che bisogna solo ascoltare dischi epocali e seminali? Lo diceva anche Truffaut che molta verità si nasconde anche nelle canzonette.

 

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

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