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29 febbraio 2012 , ,

Guided By Voices

DOUGHNUT FOR A SNOWMAN – EP

2011 - Fire records
[Uscita: 28/11/2011]

# Consigliato da DISTORSIONI

I Guided By Voices hanno saputo interpretare e portare avanti da venticinque anni a questa parte un discorso personale di libertà espressiva e compositiva che li ha resi, e li rende tuttora, un prodotto davvero unico nel panorama underground americano. Le schegge sonore che da sempre caratterizzano la band, che fondono alla perfezione l’iconoclastia dell’avanguardia più radicale (improvvisazione rumoristica e attitudine “aperta”) con un’indole cantautorale a tratti davvero notevole, sono entrate ormai nella leggenda del cosiddetto indie rock. L’anarchia compositiva e la tendenza ad un certo frammentismo sonoro – specchio di una concezione della musica più generale che riflette l’idea stessa di composizione che il gruppo propone – rimane da sempre il marchio di fabbrica della band di Daytona, Ohio. L’EP “Doughnut for a snowman”, uscito per la Fire records, è composto da cinque pezzi rimasti fuori dal loro ultimo disco di lunga durata Let’s go eat the factory (più precisamente lo anticipa, visto che l’EP è uscito prima del disco), ed è dunque registrato dalla stessa formazione “storica” della band (che, prima di queste uscite, non suonava insieme dal 1996), e fotografa il gruppo in un momento di rinnovata ispirazione.

 

La title-track  Doughnut for a snowman  è l’unica canzone dell’EP presente anche in Let’s go eat the factory, una struggente ballata acustica di matrice cantautorale sotto cui scorre una vena indie, che pare essere stata scritta per ricordare a tutte le generazioni di gruppi venuti dopo i Guided By Voices lo status della band come vero e proprio capostipite di un genere che dopo di loro ha avuto molto successo e molti imitatori non sempre all’altezza. So High  è un piccolo frammento di quaranta secondi che in parte è stato inserito anche all’inizio della canzone precedente, presentato qui nella sua (brevissima) interezza di piccolo racconto bucolico fatto da chitarra, voce e un flauto molto naif a cesellare il tutto. Whitout necks continua, sempre sul versante acustico, lo sghembo discorso intrapreso dai brani precedenti, aggiungendo una nota vagamente psichedelica che non guasta. Fish on my leg riporta l’ascoltatore verso il minimalismo rumoristico degli esordi, pur non spingendo il pedale verso quell’improvvisazione rumoristica e quel radicalismo che caratterizzava il gruppo ai suoi esordi. One, two, three, four è un’altra ballata acustica, forse il pezzo migliore dell’EP, un’interpretazione delicata, dal gusto un po’ retrò. In questi sei minuti di musica i Guided By Voices offrono un ottimo corollario al loro ultimo album, aggiungendo una manciata di canzoni al disco che ha riportato agli antichi fasti una della band più interessanti della musica indipendente americana.

 

Luca Verrelli
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