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28 ottobre 2012 ,

Mark Eitzel

DON’T BE A STRANGER

2012 - Merge Records
[Uscita: 2/10/2012]

Mark Eitzel DON'T BE A STRANGER 2012 Merge # Consigliato da DISTORSIONI

 

Mark Eitzel fondò i meravigliosi The American Music Club a San Francisco nei primi anni 80 in piena esplosione di neo psichedelia e in particolare di quello che  veniva definito Paisley Underground. La sua divina creatura si distingueva però da tutti quei gruppi per un modo di comporre che privilegiava l'attitudine intimista e personale del leader, perfettamente sostenuta dai compagni d'avventura. "The Restless stranger", "Engine", "California" ma anche "Everclear" e "Mercury" sono dischi splendidi che anche i più giovani ascoltatori farebbero bene a recuperare. Mark abbandonò a se stessa la band nel 1994 nell'indifferenza e ottusità di un pubblico che non lo capiva, per poi dargli ossigeno oltre 10 anni dopo con altri due sporadici dischi un po' distanti dai livelli del passato ma sempre degnissimi. Mark ha cercato quindi miglior fortuna come solista, ma se AMC per lo meno erano un gruppo di culto e avevano il loro modesto ma affezionato seguito di fan, questa carriera parallela sembra riservare a Eitzel ancora minor risonanza. Destino di molti outsider, lui in questo è in buona compagnia.

 

Ha inciso da solo una decina di dischi prima di questo e buon per lui che ha trovato 5-6 differenti etichette che gli hanno dato credito. "Don't be a stranger" non è né meglio né peggio di altri suoi dischi, il fatto è che Eitzel sembra ormai fare il verso a se stesso, impantanato in solitarie ballate esteticamente inappuntabili ma prive della fantasia e dei guizzi creativi di 30 anni orsono. Così suonano le varie All my love, Oh mercy,  I know the the bill is due, Your waiting, tutte belle canzoni che ascoltate senza curarsi del passato di Mark funzionano a meraviglia ma per chi lo conosce bene appaiono come sterili ripetizioni di cose mandate a memoria. A questo punto non resta che augurarci di vedere ancora una volta riformati gli American Music Club, magari in occasione del trentennale di "The Restless stranger" (1983) per ammirare e gustarci quelle melodie e quei suoni che al tempo ci avevano fatto innamorare. Mark facci sognare ancora.

Ricardo Martillos

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