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17 marzo 2019 , , ,

The Kryng

DON’T DIG THESE MODERN TYMES

2018 - Teen Sound Records
[Uscita: 16/11/2018]

Olanda   #consigliatodadistorsioni     

 

a1434040100_16Seconda fatica discografica per gli olandesi The Kryng, che a un anno di distanza dall’esordio ("Going Nowhere", 2017) hanno dato alle stampe “Don’t Dig These Modern Tymes”. Si tratta di un’altra opera-manifesto della loro attitudine power-garage, in cui il trio olandese fa sapiente mostra di tutte le proprie variegate influenze, tenendole insieme in maniera coerente. Il brano d’apertura, nonché title-track del disco, suona come una sorta di dichiarazione d’intenti: chitarre cariche di fuzz velenose, riff nervosi, voce stridula e cantilenante (mood che ritorna, seppur in maniera piuttosto edulcorata, anche in Getting Rower, We’re the Same, What I Know). Fra le 12 tracce del disco c’è posto anche per qualcosa che strizza l’occhio al pop punk in modalità Ramones ultimo periodo, sgrezzato di beat, come le ben riuscite Just Want You, You Got to Come, Way Out Day, e addirittura una spolveratina di atmosfere grunge/psichedeliche con Where Things Come From (assolo di batteria
vincente in chiusura di brano). 

 

a2746884487_10A sorpresa, però, i brani migliori del disco sono le ballads: spicca l’incedere disteso e semiacustico della kinksiana (con intermezzo di fiati) Come and Go e della beatlesiana Someone from the Past (con spruzzi di Jam), ma di buon livello è anche la cantilena garage di A Way to Paradise e Better than Him. Con “Don’t Dig These Modern Tymes” i Kryng offrono un prodotto vario, capace di intercettare gusti diversi. Un progetto da tenere sotto stretta osservazione. 

 

 

Voto: 7/10
Riccardo Resta

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