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14 marzo 2012 ,

Marco Colonna / Francesco Lo Cascio / Lillo Quaratino

DOMINO’S TALES

2011 - Slam
[Uscita: 4/11/2011]

# Consigliato da DISTORSIONI

Accade che, subito dopo aver premuto il tasto play del lettore, la luce attorno cambi. Accade che si riesca a sentire il cuore pulsare e il respiro si faccia attento ad entrare in sintonia con la musica. E accade anche che si avverta come la sensazione di essere in viaggio lungo un fiume dalle rive ancora inesplorate.  Marco Colonna (clarinetto basso, sax soprano e baritono), Francesco Lo Cascio (vibrafono e percussioni) e Lillo Quaratino (contrabbasso) dipingono alcuni affreschi affabulatori di rara bellezza nel dare corpo a questo "Domino's Tales". Un intimo interplay percorre tutto l'album, le sue suggestioni che diventano storie, narrate attraverso un intreccio compositivo dispiegato istante dopo istante. Improvvisazione collettiva mai mirata ad un’autoreferenziale dimostrazione di tecnica, quanto piuttosto immersa in un'intenzionalità espressiva che, nei casi più suggestivi, diviene quasi cinematografica.

 

Sin dalle prime note di Prologue ci viene richiesta attenzione, le luci si abbassano e poco per volta lo sguardo riconosce un palco dove prima sembrava  non ci fosse nulla. The Tale of Colours tocca l'anima e il palco scompare di nuovo, la distanza tra ascoltatore e musicista si è quasi del tutto dissolta. I tre jazzisti raggiungono immediatamente elevate vette di lirismo, in cui temi accennati si sviluppano tra momenti dilatati ed altri più serrati. Altezze toccate nuovamente con la splendida The Tale of Souls in cui si può intravedere l'ombra del John Surman più spirituale (penso alla sua collaborazione con Anouar Brahem). Altro momento peculiare, The Tale of  Rituals evoca un immaginario in cui prendono forma riti ancestrali da celebrare sommessamente, immersi in una natura dal carattere predominante. Il clarinetto basso suonato da Colonna senza l'ausilio del bocchino ma direttamente nella canna dello strumento, richiama il timbro dei flauti orientali e, assieme alle rarefazioni percussive di Lo Cascio e ai tocchi minimali di Quaratino, pone idealmente il brano lungo quel percorso di ricerca verso le musiche extra-occidentali che ha visto Don Cherry, nel periodo a cavallo tra anni 60 e 70, come uno dei suoi maggiori esponenti.

 

The Tale of Christmas, altro brano tra i migliori, possiede un carattere dolce e notturno, un pianto discreto lontano da patetismi. Non manca nel disco la dimensione del gioco, come in The Tale of The Small Things, oppure quella più rilassata e quasi swingata della prima parte di The Tale of Dances, o ancora quella dai toni più scuri come in Ending. La cosa che più mi ha colpito di "Domino's Tales" è la forza espressiva che scaturisce dall'incontro di questi tre grandi musicisti, il cui tratto più evidente risulta essere la grande dote tecnica e stilistica di Marco Colonna, soprattutto nei momenti in cui padroneggia il sax baritono dando corpo ad intensi e notevoli fraseggi. Infine, un invito: se vi dovesse capitare l'occasione di andarli a sentire dal vivo, non perdetela.

 

Aldo De Sanctis

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