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19 gennaio 2013

VV.AA.

DJANGO UNCHAINED OST

2012 - Mercury
[Uscita: 18/12/2012]

django unchained ostLa colonna sonora di "Django Unchained" si muove su due binari: da una parte il recupero di vecchi motivi tratti dalle colonne sonore di altri film, la maggior parte dei quali per forza di cose (spaghetti) western; dall’altra – visto il tema del film – l’utilizzo della black music, declinata in salsa soul, rap o funk. Non poteva mancare, ovviamente, il tema principale del film di Corbucci che fornisce lo spunto alla nuova versione di Tarantino: il ballatone country-western sinfonico composto la Luis Bacalov e cantato da Rocky Roberts, che apriva il film del 1966 così come apre questo film. Bacalov torna con altre due tracce, Lo Chiamavano King, tratta dall’omonimo film di G. Romitelli del 1971, e La Corsa. Non poteva mancare ovviamente il compositore che ha “inventato” la musica del cinema western italiano, Ennio Morricone, presente sul disco con due tracce (The braying mule e Sister Sara’s theme) tratte da "Gli avvoltoi hanno fame" di Don Siegel (un western con Clint Eastwood e Shirley McLaine), e con Un monumento, tratta da "I crudeli" di Sergio Corbucci.

 

Morricone è anche l’autore di un pezzo inedito composto appositamente per il film, Ancora qui, interpretato da Elisa, una canzone in cui il maestro altro non fa che riciclare pigramente spunti dai suoi temi più noti (soprattutto Per un pugno di dollari e C’era una volta in America), mescolandoli alla bell’e meglio e tentando di camuffarli un po’, ottenendo un risultato che sa molto di compito svolto in fretta e contro voglia. C’è spazio anche per altri due compositori che hanno dato molto al cinema di genere italiano: Franco Micalizzi edjango-unchained Riz Ortolani, del primo è stato recuperato il tema di "Lo chiamavano Trinità" ; di Ortolani c’è I giorni dell’ira, brano già usato dal regista in "Kill Bill vol. 1", e uno dei pezzi migliori della raccolta (sembra di sentire il Morricone “western” suonato da Davie Allan & The Arrows).

 

Il lato black music segue due filoni: il nuovo soul, con John Legend e Anthony Hamilton (due pezzi ordinari e niente più), e il rap, in cui la scelta musicale raggiunge il picco più alto con Unchained, mash-up (realizzato da Claudio Cueni) tra un pezzo di 2Pac e The payback, pezzo iperfunk di James Brown; niente male anche l’altro brano rap, 100 black coffins di Rick Ross (Ode to Django di RZA, invece, è rimasta fuori dal disco). Da segnalare il momento di bellissimo cantautorato made in Usa che spezza l’alternarsi di black music e movie-scores offerto dalla struggente I got a name di Jim Croce. Sempre restando sul cantautorato, purtroppo non sono presenti sul disco altri due pezzi inseriti nel film, Freedom  di Richie Havens e Ain’t no grave di Johnny Cash, canzoni che avrebbero ulteriormente impreziosito questa bella compilation.

 

Voto: 8/10
Luca Verrelli

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