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4 settembre 2012

The Unthanks

DIVERSIONS VOL.2: THE UNTHANKS WITH BRIGHOUSE AND RASTRICK BRASS BAND

2012 - Rabble Rouser Records
[Uscita: 30/07/2012]

The Unthanks “DIVERSIONS VOL.2: THE UNTHANKS WITH BRIGHOUSE AND RASTRICK BRASS BAND # Consigliato da DISTORSIONI

 

Qualcuno ricorderà il meraviglioso film “Grazie, signora Thatcher”, nel quale si raccontava l'epopea della banda formata dai lavoratori della miniera di un immaginario paese nello Yorkshire, i quali, appresa la chiusura del loro posto di lavoro a causa dei tagli della mai tanto esecrata esponente tory, decidevano di partecipare comunque all'annuale competizione tra bande che si concludeva alla Royal Albert Hall con una triste vittoria, visto che, comunque, per i componenti si prospettava un futuro da disoccupati. Che c'azzecca questo cappellotto con le dotate sorelle Becky e Rachel Unthank, già autrici di album assai apprezzabili in ambito folk e di un precedente “Diversion” (il volume 1, ovviamente) in cui si cimentavano positivamente con le canzoni del sommo Robert Wyatt e di Anthony & The Johnsons?

 

Eh, c'azzecca perchè le ragazze stavolta hanno deciso di farsi accompagnare da una banda di ottoni che passa per essere la miglior superstite della lunga tradizione tutta britannica dei complessi bandistici formati da minatori, per presentarci questa raccolta di pezzi tradizionali, spesso, appunto, a tema “minerario”, e composizioni originali nuove o già nel loro repertorio, registrate dal vivo su e giù per la Gran Bretagna. Il risultato è sicuramente di qualità, grazie alle splendide voci delle due Unthanks e all'innegabile perizia della banda, proveniente, come le sorelle, dallo Yorkshire nero di carbone. Mi aspettavo, a dire la verità, qualcosa di più “rumoroso”, immaginando un potente suono di ottoni, invece l'atmosfera del disco è spesso intimista, quando l'orchestra rimane in sordina, a fare da contorno a Becky e Rachel.

 

Ma quello che conta di più è l'idea di fondo del lavoro, cioè la miscela di due diverse ma contigue tradizioni della “working class” d'oltremanica, quella della ballata folk e quella delle “marching bands”. In questo senso si può assolutamente parlare di obiettivo raggiunto. Segnalo i pezzi che mi hanno colpito di più: per prima la fantastica Felton Lonnin, una ballata possente, sostenuta dai registri bassi della banda e cantata in modo assolutamente grandioso, poi Trimdon Grange Explosion, composta 150 anni fa in occasione dell'esplosione della miniera di Durnham, che inizia con una marcia per svilupparsi in una dolente ballata e ripartire con la stessa marcia il cui testo, in sostanza, incita a godersela finchè si può, perchè il domani potrebbe portare tristezza e delusioni.

 

Poi l'allegra Queen Of Hearts, cantata da Chris Price, un numero da big band su un pezzo tradizionale, Blue Bleezing Blind Drunk, altra ballatona tristissima, la storia di una donna che si sposa per interesse, pagandone caramente le conseguenze, a cui la banda conferisce una strana atmosfera da musical. Ancora un'obbligatoria citazione per Gresford (The Miner's Hymn), che i cultori del folk-rock ricorderanno nella fenomenale versione della Albion Band, ma che qui recupera la sua dimensione bandistica e ci spinge ad alzarci in piedi in onore di tutti i minatori, nei giorni in cui nel Sulcis i lavoratori lottano per il proprio futuro.   

Luca Sanna

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