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6 novembre 2015 ,

Joanna Newsom

DIVERS

2015 - Drag City Records
[Uscita: 23/10/2015]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni      

 

joanna nQuarto album questo "Divers" per l'eccentrica musicista californiana Joanna Newsom, talento fuori dal comune della scena folk, psych o weird che dir si voglia, arriva dopo 5 anni dal monumentale (ben tre cd) “Have One On Me” e contiene undici tracce per un totale di quasi un'ora di musica. Rispetto ai suoi due ultimi dischi -l'altro è “Ys” del 2006-  la durata dei brani si è ridotta, solo due superano qui i sei minuti, e il disco registra una maggior compattezza, tanto che la stessa Newsom lo ha definito quasi un concept. C'è un filo conduttore che unisce le canzoni, ed è il tema del tempo, del suo trascorrere, della sua inevitabilità, del suo fuggire o meglio, come la stessa Newsom ha dichiarato a Rolling Stone : «la domanda di ciò che è possibile per noi come parte dell'esperienza umana non soggetta alla dittatura del tempo».

 

Non tutti gradiscono il timbro della voce e lo stile canoro di Joanna Newsom, il fatto di privilegiare le note acute, a volte al limite dello stridore, quel suo ricordare in alcuni momenti lo stile delle cantanti cinesi, può risultare fastidioso, ma questo stile è indissolubilmente legato alla sua musica, ai suoi testi di stampo narrativo. La cantante Joanna-Newsondimostra invece di avere un ampio spettro vocale, tutt'altro che monotono o infantile, capace anche di raggiungere i toni gravi, come accade nella splendida performance canora del brano che dà il titolo al disco, sette minuti di magia e poesia sonora. In brani come Goose Eggs o Waltz of 101st Lightbome questo suo modo molto particolare di articolare la voce, una sorta di Bjork meno nevrotica e più rilassata, si manifesta chiaramente e pur non evitando del tutto un certo lirismo, è più simile al tono pacato del raccontare, le parole sono scandite chiaramente e si accompagnano alle diverse coloriture degli strumenti. Già, gli strumenti sono l'altro grande punto di forza della musica della californiana: lei stessa si cimenta oltre che all'arpa e al piano, in un gran numero di tastiere, dalla celeste al mellotron per citare i due estremi, e si fa aiutare da diversi musicisti agli archi, ai fiati, alle chitarre, al basso, al banjo, al bozouki e c'è perfino un'orchestra.

 

Questo rende gli arrangiamenti di grande varietà e fascino, si è continuamente sorpresi da suoni sempre diversi e cangianti, in un'atmosfera intensa e lucente a metà strada fra il racconto fiabesco e l'esperienza psichedelica. Joanna Newsom è musicista curiosa ed Picture-210-575x547eclettica, partecipa a progetti di varia natura e genere, dal noise al jazz, studia con passione  lo stile dei suonatori di kora. Orbene tutte queste diverse influenze si sentono in una musica che si nutre beneficamente di tutti questi apporti, sorprendente ed emotivamente multiforme così come lo è la vita nelle sue mille sfaccettature. Non ci resta molto spazio per parlare delle canzoni, ma fidatevi, non ce n'è una che non sia più che meritevole, a patto di accettare la sfida di un'artista ben poco convenzionale, che ama rischiare, anche a costo di qualche barocchismo e di un certo manierismo, ma che certamente non lascia indifferenti.

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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