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31 agosto 2013 , ,

Furious Georgie

YOU KNOW IT

2013 - Tone Deaf Records
[Uscita: 06/07/2013]

furious-georgie-cover2013# CONSIGLIATO DA DISTORSIONI

 

Nel suo bel libro “Palermo ai Tempi del Vinile” l'autore Daniele Sabatucci faceva notare come la storia della musica rock del capoluogo siciliano sia stata in gran parte una storia di potenzialità inespresse, di occasioni perdute, in gran parte per l'assenza in città di strutture che accompagnassero gli artisti e li aiutassero nel loro cammino artistico. Ecco perché questo primo lavoro del musicista palermitano Giorgio Trombino, in arte Furious Georgie, ha più di un motivo per essere accolto con grande favore. Innanzitutto si tratta di un album di ottima musica, ispirato, sorprendente nel suo cantautorato indie di respiro internazionale,  poi perché con questo “You Know It”debutta un'etichetta la Tone Deaf che opera a  Palermo e che parte decisamente col piede giusto, e speriamo possa in futuro rivelarsi un punto d'appoggio importante per la scena musicale siciliana. Ma veniamo alla cosa più importante, la musica prodotta dal musicista palermitano. Fa tutto da solo Giorgio Trombino in questo suo album, compone, canta, suona tutti gli strumenti, e realizza un piccolo, incantevole miracolo, un album che emoziona, tocca il cuore, affascina e cattura.

 

Si inizia con il blues energico di Giggrind che si abbevera alle acque del Mississippi; poi la successiva Screaming Parrot Blue ci immerge in una trasognata psichedelia in cui sonorità orientaleggianti alla Harrison si intrecciano al paesaggio evocativi del Laurel Canyon reinterpretato da Jonathan Wilson; Day Of The Dead è un commovente blues furious-georgieacustico alla Hot Tuna; Lost And Found, Years Gone By e Watch The Drift As It Goes sono ballate sincere, intime e dolenti; si riaccendono le rimembranze West Coast con Ignorance,  in cui gli echi di Neil Young incontrano la melanconia di Elliot Smith; lo stupore e la meraviglia aumentano di fronte a NGC 6545, unico brano in italiano, un mantra sognante e immaginifico che ricorda il miglior Claudio Rocchi, ma anche il Banco, la prova definitiva che ci troviamo davanti a un artista vero, con la rara dote di saper reinterpretare in chiave personale le migliori musiche del passato. Tabla, sitar e chitarra acustica disegnano arabeschi psichedelici nello strumentale She Likes; Kiwi Roll è un rock sanguigno da frontiera;  la lap steel della conclusiva Young Lard ci fa sognare la California di Byrds e Bruce Palmer, Gran disco, vien voglia di rimetterlo subito nel lettore, Furious Georgie per capacità di scrittura, amore e conoscenza della musica dei sixties, attitudine cantautorale e psichedelica potrebbe essere il nostro Jonathan Wilson, e questo è da intendersi come un grande complimento.

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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