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29 gennaio 2019 , ,

TMO

YASYNTH – OMAGGIO A GIACINTO SCELSI

2018 - Cut Up
[Uscita: 06/12/2018]

tmo scelsi_4584741210383450112_nL’unità di musica sperimentale TMO, ovvero il duo elettronico formato da Andrea Campanella e Daniele Virgilio, concepisce “Yasynth” come personale omaggio al compositore Giacinto Scelsi per i trenta anni dalla morte. Il concept verrà eseguito live in occasione della 19^ edizione dell’European Music Day. In realtà, a ben conoscere l’estetica e le attitudini del duo, già palesate negli interessanti lavori precedenti, "HO:ME", "TOO", "TR3E", risulta evidente l’aggancio al linguaggio avanguardistico di compositori elettronici contemporanei che nel secolo scorso hanno tentato di staccarsi con convinzione dalle regole compositive più tradizionali e rigorose. In particolare Luciano Berio, Franco Evangelisti e appunto Giacinto Scelsi che più di altri puntarono la loro ricerca al suono e alle fonti di emissione non tradizionali, sdoganando e sovvertendo alcuni canoni legati alla notazione e alla struttura chiusa di un’opera compositiva. Da Scelsi catturano l’attenzione per il suono materico capace di assumere totale pienezza dai propri armonici e dalle proprie vibrazioni. Attraverso le quattro tracce di “Yasynth” non si vuole ritrovare un’assonanza che rimandi al compositore spezzino se non nell’approccio idealistico e spirituale che sta alla base della sua metodologia procedurale. Lasciarsi trascinare dalla corposità del suono essenza riportando il suono al centro del fenomeno musicale. Lasciando spazio alle sfumature timbriche fino all’evanescenza, fino ad una dispersione incapace di silenzio/vuoto. Lasciando intravedere il movimento dell’onda sonora nello spazio e battendo sulle asperità e sulla gravità di note scarne e riverberanti, capaci di tortuosità e complessità impensabili nel loro dispiegamento. 

 

A-287066-1208966281.jpegDi Giacinto Scelsi (nella foto, nel 1944) si assorbe la lezione nel momento stesso in cui non si procede secondo un’ispirazione che vuole incanalare e ingabbiare il suono in una avvilente bidimensionalità ma, al contrario, ci si lascia da lui ispirare e condurre nelle dimensioni più recondite e impensate. Perseguire l’immanenza incorporea e sacrale del suono. Entrare alla fonte del suono motore e vagìto dell’universo cosmico. Il primo moto dell’immoto guardato con stupore. Sicuramente la tecnologia moderna consente filtraggi e frequenze che a Scelsi sarebbero risultati assai interessanti nella propria indagine interiore. I quattro movimenti del disco tratteggiano alcune variabili del respiro di membrane sollecitate da tocchi differenti, lasciano intravedere la trasmutazione ambientale dello spazio abitato dal battito e dalla pulsazione vitale, i cambiamenti dello spettro acustico causati dall’infrangersi e dal frammentarsi dell’onda sinusoidale. La brillantezza, il florilegio, il balenìo scintillante del cuore sonoro si intravede nell’attimo in cui tutto è rallentato, nel momento in cui si coglie la meravigliosa rotondità  che è al suo centro, la sua perfezione intrinseca. Il sunto più eloquente del linguaggio scelsiano è reso molto bene da questi quattro movimenti. Il conte d’Ayala Valva avrebbe intravisto l’illuminazione dei Deva a ispirare questo riuscito tributo. 

 

Voto: 7/10
Romina Baldoni

Audio

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