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19 giugno 2012 ,

Kramers

WARUM WARUM IST DIE BANANE KRUMM?

2012 - The prisoner Records / Audioglobe /Unomundo
[Uscita: 16/03/2012]

KRAMERS “Warum Warum ist die banane krumm?”É  la metà del 2012 e ancora discografici, produttori e alcuni musicisti continuano a interrogarsi sugli arcani  motivi che fan sì che la musica italiana (al di là dei soliti noti) sia così difficilmente esportabile nel mondo. Sarà che alcuni la musica la ascoltano anche e la suonano davvero oltre che parlarne o scriverne o schiacciare un tasto e trasmetterla per radio. Sarà che anni di concerti e contatti con chi la musica la fa davvero hanno creato una sorta di magico feedback che manda in tilt i timpani quando meno te l’aspetti. Sarà questo o altro, ma la risposta sembra semplice. Dare una possibilità al talento. Ci si ostina a chiamare “underground” una scena che oltremanica o oltreoceano domina le classifiche. Ascoltate questo album di debutto dei Kramers che segue di poco il  pregevole EP che aveva attirato l’attenzione di Tom Robinson su BBC 6. Band ligure di recente formazione, ma in cui ritroviamo componenti ed ex componenti di note band  genovesi come En Roco, Cartavetro,  Cult of Mica, The Banshee, Still Leven e Tunecrash.

 

I Ramones della pop/dance: Giulia Kramer (voce), Freddy Kramer (sintetizzatore, chitarra e voce), Greta Sgarbo Kramer (sintetizzatore, flauto e voce), Andrea Fish Kramer (basso), Joe Kramer (batteria e sequenzer) ci offrono un turbinio di evoluzioni elettroniche, flauto traverso e vocalità jazz, lampi di hip hop e sanguigni riff rock. Si può definire  “Warum Warum ist die banane krumm?” un disco dance? Certo che si, ma non solo. E non è difficile  azzardare paragoni con ensemble del calibro di Goldfrapp, Portishead, Air o Asian Dub Foundation. C’è Berlino, ma anche NYC, Bristol, ma anche ovviamente Genova. The day I walked down the street saluta da lontano gli Abba, Hamburger vs Kebab si veste di antico, tribale wave rock. È la bellezza e il fascino di questo disco. Senti molto, tutto… ma alla fine ciò che resta sono i Kramers. C’è talento e bravura in questi cinque ragazzi che all’ombra della Lanterna potrebbero e dovrebbero rappresentare la musica di classe e da classifica, anche oltre gli italici confini.  C’è cura  e gusto nei suoni come negli arrangiamenti. C’è spessore, ma anche levità nello sviluppo creativo e armonico. Ci sono sorprese a ogni traccia, a ogni solco. Esistono band nate per il Pop (con la P maiuscola) e soprattutto per rendere giustizia a ciò che il Pop può ancora essere. Ecco, ascoltate i Kramers e ascoltateli bene perché di doman non v’è certezza.

Maurizio Galasso

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