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2 gennaio 2017 ,

Ingranaggi della Valle

WARM SPACED BLUE

2016 - Black Widow Records
[Uscita: 28/09/2016]

Dagli eserciti crociati di Nicea alle creature cosmiche di Lovercraft. Per meglio dire da “In Hoc Signo” a “Warm Spaced Blue”. Spetta infatti all'inquietante divinità immaginaria Cthulhu segnare il prosieguo del cammino artistico degli Ingranaggi della Valle nel loro inedito capitolo discografico giunto a tre anni dall'allettante esordio in salsa medioevale. Formatasi nel dicembre 2010 grazie all'incontro tra il tastierista Mattia Liberati ed il chitarrista Flavio Gonnellini, la band capitolina per l'occasione amplia la propria line-up a sette elementi; il vocalist Davide Savarese ed il percussionista Shanti Colucci vanno ad affiancare Marco Gennarini (violino), Alessandro Di Sciullo (chitarre e tastiere) e Antonio Coronato (basso) in un album che vanta presenze prestigiose in studio di registrazione e che si affida a Jacopo Tiberi per l'oscuro artwork di copertina.

 

La suite Call for Cthulhu -frammentata in tre movimenti- contraddistingue il viaggio sonoro di “Warm Spaced Blue”; Orison, Through the Stars e Promise si rivelano atti -per lo più strumentali- all'interno dei quali imperversano tessiture crimsoniane e spasmodiche arie abissali. E se le monumentali linee di basso del brano d'apertura sono disegnate da Fabio Pignatelli (Goblin) l'epilogo è affidato all'altro ospite di lusso il flautista degli Ezra Winston Paolo Lucini. A perfezionamento della track-list concorrono tre ulteriori tracce svincolate dalla tematica fantastica lovercraftiana: la rivisitazione in odor canterburyano della leggenda dell'Inn (Inntal), le seducenti evoluzioni jazz-rock dell'evanescente Lady Niva e le convulse trame di Ayida Wedo, episodio che riecheggia in parte ad atmosfere care a certi soundtracks di argentiana memoria.

 

Progetto complesso che necessita di ascolti attenti, “Warm Spaced Blue” imprime un sostanziale cambio di passo verso la definitiva consacrazione artistica di questa giovane formazione romana. Tecnicamente validi gli Ingranaggi della Valle rivelano indiscusse abilità nel pescare tematiche dal tipico modus operandi progressive, avvalendosi di sonorità originali sospese tra rock sperimentale, fusion e prog di nuova generazione. Risonanze che ben si abbinano alle allucinanti immaginazioni di Lovercraft. E non solo.

Voto: 7/10
Alessandro Freschi

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