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4 dicembre 2015 , , ,

A Copy For Collapse

WAITING FOR

2015 - No Sense of Place
[Uscita: 15/04/2015]

#consigliatodadistorsioni    

 

ACFC-WAITING-FORA circa un anno e mezzo dal debutto “The Last Dream on Earth” esce il nuovo album di A Copy For Collapse, alias Daniele Raguso: un distillato di suoni chill-wave su ritmiche ballabili o comunque più corpose rispetto a quelle del primo disco, in generale più atmosferico ed etereo. Già il cambio di etichetta lasciava presagire una svolta nel sound del progetto verso lidi più dance (la No Sense of Place è una label italiana dedita fondamentalmente a sonorità nu techno e future techno), ma Waiting For” non è affatto un disco techno: dieci tracce per tre quarti d’ora di dance elettronica quasi esclusivamente strumentale (ove le voci maschili e femminili vengono utilizzate come se fossero synth), in cui grandi melodie sognanti si sposano a ritmiche uptempo e mid-tempo, senza mai scadere in un prodotto commerciale o prevedibile.

Le melodie che Raguso riesce ad imprimere nei solchi di questo vinile restano impresse già al primo ascolto, senza però mai risultare banali: c’è da ricordare che il musicista viene da una lunga esperienza underground come pianista, tastierista e programmatore di musica elettronica, pertanto ogni accorgimento utilizzato non è mai fine a se stesso, ma appositamente inserito e studiato.

 

Non possiamo non notare una crescita nel songwriting e nella produzione di questo secondo capitolo, ad eccezione di episodi volutamente low-fi (come nel caso di Alone e Dusk), rispetto al disco di debutto. Le influenze restano quelle del passato, ma maggiormente dosate ed equilibrate e lo stile è sempre più personale: alla chilwave e al dreampop degli esordi si affiancano l’indielectro ed elementi nu disco e nu gaze che emergono qua e là e persino una componente italo disco è riconoscibile in brani comecopy  Light (la cui base ritmica ricorda quella di Big In Japan degli Alphaville), Another Chance o Lost In Decay, queste ultime due caratterizzate dalla voce di Aria Myrskya, new-entry in ACFC, che conferisce ai brani quel tocco un po’ Marsheaux o Client.

Troviamo anche elementi di electropunk, soprattutto nella base ritmica, in episodi quali Confusion e Dusk. Verso la fine dell’album momenti sognanti si alternano a momenti di oscurità nei due cinematici singoli No Failure, dove le chitarre shoegaze incontrano ritmiche chill-wave mid-tempo, e Grey Sunday, dalle influenze post-punk che chiude il disco in grande stile. Un album che non perde colpi in nessun brano, con un alto potenziale cinematico, ove Boards Of Canada incontrano Telefon Tel Aviv, Pet Shop Boys e Toro Y Moi.

Voto: 7.5/10
Diego Loporcaro

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