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10 ottobre 2014 ,

Tab_ularasa

VOGLIO DORMIRE SOTTO LE STELLE

2014 - Destroyo Records, Dr Pazuzu - cdr/tape
[Uscita: 23/09/2014]

a2235040114_2Ma davvero questo mattacchione di Tab_ularasa, figlio della più autentica scena shitgaze del nostro sfigatissimo suolo, decide di lasciare (solo momentaneamente!) la rappresentativa Bubca Recordse i tanto espliciti ‘fuck’ che, nella lingua madre, tanto fanno di punk arrabbiato e irriverente? Ma certo! E per dircelo con più chiarezza e tutta la dissacrazione che gli è possibile ce la canta in italiano. Undici pezzi e meno di quattordici minuti per puntualizzare dei concetti chiave che sono davvero imprescindibili per ogni fottutissimo e grazzissimo ‘diy’ che si rispetti. Attenzione, “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”, ma che il garage psicotico lo sanno fare solo gli altri? “matto” solo chi osa pensarlo! Il concetto va giustamente sottolineato con veemenza. Chitarre a tutto fuzz e a tutta distorsione. Ma no tranquilli, niente t.s.o., il nostro amico vuole solo passeggiare e “respirare aria fresca da mangiare” e gridare a squarciagola “voglio dormire sotto le stelle”. Ed allora, ancora state là a pensare che una tale filosofia intricata e di alta levatura non avesse bisogno di venire espressa in una lingua nobile e forbita come l’italiano?

 

I Fugs avevano i loro fantasmi da esorcizzare, le loro brutture da sbandierare ma noi possiamo davvero dire di avere le nostre. Tra “maiali che volano” e “pattumiere fiere” di una differenziata da eccellenza, come trovereste mai il modo degno di tessere l’elogiotab ularasa foglio interno della nostra meravigliosa società se non facendo stridere tutti gli strumenti che vi capitano tra le mani? Se non tab-ularasa-coverinventandovi il blues più spastico, cavernicolo e deragliato di sempre?  Tutto è reazione, dice il nostro baldo giovane in “senza selezione” e sfodera un contro caos che sembra davvero l’antidodo più efficace e credibile a questa pazzo mondo della retorica e del tutto fumo senza arrosto. Canta il niente ma riesce ad abbinargli l’accompagnamento orchestrale più adatto. Il corteo funebre degno di un feretro feticcio che non merita nessuna solennità. Se ci fossero stati i Cramps affacciati su questa desolata post apocalisse, avrebbero composto lo stesso aberrato rockabilly ed avrebbero danzato la loro ultima danza intorno al falò del vuoto cosmico che non sa più ostentare nessuna vanità. Se vi sentite parte di questi desolati albori avete un solo modo per dimostrare quanto siete davvero reazionari, accaparrarvi il disco e gridare ‘io c’ero!’.

 

 

Voto: 7/10
Romina Baldoni

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