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21 agosto 2012 , ,

Twys

Twys dissecting & recomposing Cripple Bastards 12″

2012 - Trips und Traume
[Uscita: 31/01/2012]

twys# Consigliato da DISTORSIONI

 

Sono sempre scettico quando si tratta di remix o di rielaborazione di dischi che spesso hanno raggiunto di per sè una certa compiutezza formale che, almeno apparentemente, non sembra lasciare alcuno spazio per qualsivoglia "rimaneggiamento". Dopo aver ascoltato (più volte) questo lavoro di Twys, al secolo Omar Martani, mi sono definitivamente ricreduto, anche se in questo caso si tratta di un vero e proprio esperimento in cui un pezzo di circa tre minuti Stupro e addio dei Cripple Bastards viene letteralmente spalmato come pece fumante, sul vinile "one side only". L'hardcore crust della band piemontese viene dilatato come se  fosse nei pressi di un buco nero, al posto dei riff di chitarra abbiamo delle strutture circolari, ridontanti e distorte, mentre le linee vocali emergono come da una radio abbandonata su Marte. Il disco procede senza pause per 24 lunghi minuti, una vera e propria autopsia in cui il cadavere del brano dei Cripple Bastards viene lentamente scarnificato.

 

Il bisturi scava nella struttura  fino a rivelarne il lato più oscuro che infine viene portato alla luce e "ricomposto" in una sorta di mostro di Frankenstein musicale, in cui di umano c'è veramente poco, se non l'estro compositivo di Martani. La velocità del crust si trasforma in doom-noise, stessa violenza ma diverso numero di giri, numerose le incursioni elettroniche stile primo Lustmord che sfociano in un nichilismo Merzbowdiano che trova respiro negli echi percussivi che in qualche modo sopravvivono alla tempesta radiattiva di cui tutta l'opera sembra pervasa. Certamente non è un disco da ascoltare in una sala da té, ma sono sicuro che sarà apprezzato da chiunque sia un appassionato di sperimentazione musicale, che sia curioso di assistere, come nelle sale universitarie ottocentesche, ad una lezione di dissezione ritmico/armonica del corpus putrescente di un brano che spogliato dalla propria struttura, rende all'ascoltatore una reale e tangibile sensazione di angoscia e negatività.

 

 

Nick Zurlo
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