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11 maggio 2016

La Batteria + Colonna Sonora (Detto Mariano)

TOSSICO AMORE + AMORE TOSSICO

2016 - Penny Records-Goodfellas - CD e Vinile
[Uscita: 13/05/2016]

Tossico-Amore-La-Batteria-2016-Vinile-lp2Amore Tossico”, film del 1983 di Claudio Caligari è una di quelle pellicole terrificanti, imbarazzanti, che mescolano il neorealismo ad una certa aura di positivismo, superficialità e disincanto tipico degli anni ‘80. Un film che è stato rivalutato ed elevato a cult proprio per l’uso di questa poetica sintetica e irrigidita che in fondo assolve, a distanza di anni, l’approccio che si è voluto dare ad un tema altrettanto sintetico. Lo specchio di un sociale precipitato -in completa inconsapevolezza- nella passività e nella subordinazione ad un mercato in libera ascesa, di un consumismo fuori controllo. L’impatto di un’accelerazione spietata che ha finito per travolgere l’innocenza e l’ingenuità delle giovani generazioni. Nel film vengono utilizzati ragazzi presi dalla strada, senza nessun attore professionista, spesso realmente affetti dalla piaga della dipendenza dalla droga, per ricostruire nel modo più spietato e doloroso possibile la realtà di degrado e di annichilimento di quegli anni.

amore_tossicoGiovani letteralmente bruciati e devastati dal dilagare incontrollato dell’eroina. Una specie di disastro annunciato e sicuramente mal gestito, per non dire indotto e voluto. Nel film è tutto raccapricciante, i dialoghi sono spiazzanti, i sogni dei giovani protagonisti sono raggelanti, il loro quotidiano è avvilente. Tutto è in un focus di distruzione ineludibile che non lascia intravedere speranza. Tutto è incanalato nell’apatia della non aspettazione, del tanto non cambia nulla e non succede nulla. Fino al finale tragico che giunge come una sorta di liberazione. Appare forzata l’inedia, l’incapacità di reagire. Qualcosa che oltrepassa la poetica realista e decadente pasoliniana per trasformarsi in una specie di documentario macabro.

 

La colonna sonora del film, con musiche di Detto Mariano, è funzionale alla narrazione ma presenta elementi di autentica genialità. In qualche modo gioca con le forzature, con i perversi equilibri tra futuribile e dilettantesco. Titoli di Testa (sintetizzatore)  cerca amoretossicoappositamente, nella costruzione strumentale, di procedere con lo stesso distacco insensibile che usa il regista. Ci sono scene drammatiche che contrastano con le melodie e gli arrangiamenti brillanti o, al contrario, ci sono preludi che raccontano profondità e disagi che non trapelano dai discorsi o dalle azioni compiute dai ragazzi. Azzeccato anche l’uso smaliziato dell’elettronica (la colonna sonora è stata interamente realizzata con il Fairlight Series II) che si inserisce come elemento di disturbo nella partitura. Un modo davvero lucido di raccontare le attitudini pop e dance di quegli anni in cui il travestimento, il trucco pesante e il frivolo diventavano un modo per nascondere, per attutire, per camuffare la desolazione. Ritorna il motivetto ritmato da gag tragicomica in Cesare, Enzo, Chopper (e i du’ ggelati) e in …annamose a pijà ‘sto grammo pe’ i cazzi nostri. La suspence parodistica e iperbolica dei poliziotteschi anni ’70: Loredana scippa una collana; Cesare, Michela, la pistola

 

batteriaschedaLa Batteria riprende in "Tossico Amore" alcuni temi e li sviluppa, li amplia e in alcuni casi riesce a riconvogliarne e amplificarne il pathos emotivo. Più diluita e compattata Titoli di Testa in cui anche l’elettronica è più accentuata. Si perde in questo caso in spessore drammatico e nei puntillismi degli intervalli capaci di evocare atmosfera di sospensione. Più accattivante l’accelerazione funky di Cesare, Enzo, Chopper (e i du’ ggelati). Ritrova strutturazione e La-Batteria-1definizione cinematica Questo sì che è un quadro vero, …fatto di sangueMichela compra da Teresa dà spessore alle timbriche quasi fiabesche. Poi c’è il glitter pop cosmico di Cesare raggiunge Chopper Enzo e Michela davanti al SAT. I due dischi sono fatti per essere abbinati e ascoltati alternativamente, forse a distanza di anni, le atmosfere scanzonate che ben potrebbero adattarsi ad un quadretto tragicomico, riportano alla luce una lettura davvero dissacrante e pungente. Un modo per muovere spietate accuse alla passività e all’indolenza di un sistema incapace di trasmettere valori autentici e consapevolezza. 

 

Voto: 6.5/10
Romina Baldoni

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