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The Winstons

THE WINSTONS

2016 - AMS Records
[Uscita: 06/01/2016 ]

#consigliatodadistorsioni    

 

winstonscoverDicono di chiamarsi Linnon, Rob e Enro e fare Winston di cognome. Come fossero dei veri fratelli ma in realtà, anagraficamente, non lo sono. Un bizzarro escamotage per non rivelare da subito un'identità musicale ben più nota ed apprezzata, soprattutto in area indie. Ufo, Afterhours e Calibro 35 sono i progetti di provenienza. Lino Gitto, Roberto Dell'Era e Enrico Gabrielli i nomi sulle loro carte d'identità; batteria, basso e tastiere i rispettivi attrezzi da lavoro. Sgorga da lontano, consolidandosi sul palcoscenico ed in sala di registrazione, l'amicizia in questo inedito terzetto che, prendendo in prestito il nome del personaggio principale del romanzo per antonomasia di George Orwell ("1984"), battezza con il moniker The Winstons la propria opera prima. Affidato alla transavanguardia dell'artista nipponico Gun Kawamura l'onirico artwork di copertina -autore tra l'altro dei testi di due brani- la band irrompe sul mercato discografico con un progetto che profuma di atmosfere sixties, invariabilmente in bilico tra nostalgie psichedeliche, incursioni beat e suggestivi richiami alle contaminazioni dell'elegante scena di Canterbury

 

Un suggestivo quadretto retrò simpaticamente esaltato da un'inedita distribuzione della AMS Records che per l'occasione pubblica The Winstons oltre che nelle canoniche versioni in digitale e vinilico sulla nostalgica e quanto mai vintage musicassetta. Armoniosi suoni riverberati dischiudono le finestre sui luminosi giardini del Kent nella traccia d'apertura Nicotine freak, motivo di sicuro impatto, disegnato su regolari linee di basso e dilatate sonorità di tastiere, nonché impreziosito dalle manipolazioni rumoristiche The Winstonsdello special guest Xavier Iriondo, storica mente creativa del laboratorio meneghino Soundmetak. Diprotodon è la prima della due composizioni autografate Kawamura ed è caratterizzata dall'interpretazione -rigorosamente nell'idioma del sole levante- dell'esplosivo Gabrielli, abile nella circostanza nel  rivestire parallelamente di riflessi fusion il brano con le incursioni dei suoi strumenti a fiato (sax alto e basso clarinetto). Attraversati i flauti incantati e gli psichedelici organi di Play with the rebels si raggiungono le liturgiche atmosfere space rock di … On a dark cloud, in un suggestivo interplay tra il fender rhodes e la tromba dell'amico di famiglia Roberto D'Azzan.

 

The WinstonsE' ancora il sax a colorare l'incedere determinato e vagamente doorsiano di She's my face mentre è nelle arie offuscatamente  jazzate di A reason for goodbye che trova spazio l'ottima interpretazione del vocalist Gitto. Le eleganti convulsioni sixties di Dancing in the park with a gun anticipano le elucubrazioni -quanto mai stravaganti- del Viaggio nel suono a tre dimensioni, bizzarra propaganda psichedelica dell'epica fonovaligia. Tarmac scorre su languidi rintocchi di piano e acquosi tremori di vibrafono mentre spetta alle arie sperimentali di  Number Number (seconda traccia a firma Kuwamura) segnare l'epilogo di questo interessante viaggio thesonoro. Le mentite e mascherate spoglie del trio Gitto/Dell'Era/Gabrielli ci regalano questo imprevisto e quanti mai piacevole episodio dall'alto respiro internazionale che, seppur attingendo a piene mani nelle emozionanti teche prog-psichedeliche del passato, non presenta segni di polvere e muffe ma odora di bramose e contemporanee inventive. L'osmosi creativa amplifica il talento dei musicisti in gioco e ne gode il risultato artistico che ne consegue . Un esordio col botto per questi loschi sorrisi bendati.

 

Voto: 8.5/10
Alessandro Freschi

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