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12 novembre 2015 ,

Franc Cinelli

THE MARVEL AGE

2015 - SongCircle Records
[Uscita: 18/09/2015]

Franc-Cinelli-The-Marvel-AgeSe facciamo un confronto con i suoi precedenti album, in “The Marvel Age" troviamo un Franc Cinelli sicuramente più maturo e lanciato verso nuovi traguardi. Cantante, songwriter, chitarrista che ogni tanto fugge verso le tastiere, british a tutti gli effetti da quando, praticamente ancora in fasce, ha lasciato la natìa Roma per andarsene a vivere per sempre a Londra insieme con i suoi genitori, ha abbandonato la dimensione che lo vedeva come una sorta di menestrello del blues, armonica a tracolla e chitarra acustica imbracciata dalla parte mancina.

In questo nuovo lavoro, un concept-album che rappresenta il suo, personale, modo di concepire un blues che, pescando a piene mani dai suoi tradizionali maestri ispiratori, punta verso un pop di qualità, Cinelli ci porta in giro attraverso gli spazi aperti degli States, le atmosfere della sua Inghilterra, persino lo stretto di Messina attraverso cui passa nel suo ritorno alla terra in cui è nato, descrivendo una geografia dell’anima che, pur mutuata da luoghi che ha realmente percorso, diventano lo sfondo ideale per arrivare verso quel luogo nel quale avrà inizio la Meravigliosa Era (The Marvel Age).

 

cinelliIn questo suo viaggio, Cinelli non dimentica di imbarcare al suo fianco quei “maestri ispiratori” di cui si diceva: c’è, prima di tutti, Bob Dylan, del quale, nel brano d’apertura, Alchemy, sembra riecheggiare l’affastellamento verbale tipico della complessa pronuncia zimmermaniana; c’è Bruce Springsteen, cui sembrerebbe rendere omaggio nella bella Blindsides, c’è anche un pezzetto di Mark Knopfler (Breakers).

E c’è il buon Cinelli che, con il solo contributo della sua band personale in sala d’incisione –Laurence Saywood alla chitarra basso e Drew Manley alla batteria- dà ritmo e corposità alla parte musicale. In chiusura, Leave Here Running, brano coraggioso e privo di ammiccamenti, dà la misura di un artista che cresce e convince.

 

Voto: 7/10
Nello Pappalardo

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