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12 ottobre 2012 , ,

Vernon Sélavy

STRESSED DESSERTS BLUES

2012 - Shit Music For Shit People
[Uscita: 11/10/2012]

Vernon Sélavy “STRESSED DESSERTS BLUES”  (11 ottobre 2012 Shit music for shit people# Consigliato da DISTORSIONI

 

Shit music for shit people è un'etichetta che propone gruppi italiani ed europei di impronta fortemente rock. Vi abbiamo già parlato dei Vermillion Sands, gruppo che ha pubblicato ad inizio anno un nuovo singolo, quindi ad agosto  è uscito il valido 7 pollici diviso tra Two Bit Dezperados e Beat Mark, i primi con Blind, bel rock'n'roll primigenio e caustico sulla scia di Cramps e Gun Club, i secondi, che però sono francesi, ancora più scheletrici ma altrettanto accattivanti con la sbarazzina Speed of sound.  Adesso è il turno di Vernon Sélavy, nickname dietro al quale si cela Vincenzo Marando, chitarrista torinese dei Movie Star Junkies. È il quattordicesimo disco pubblicato dall'etichetta, esce in sole cinquecento copie. Anche in questo caso abbiamo una musica che va dritta alle radici del suono americano e ai sensi dell'ascoltatore. Vernon canta e suona basso e chitarra, sia acustica che elettrica effettata, accompagnato solamente da Satana (in persona? D'altronde si sa che questi bluesmen hanno queste strane frequentazioni...) alla batteria. Ascoltando il disco siamo di colpo trasportati nell'America degli anni '50, e senza nessuna forzatura. Per chi è cresciuto nell'era della globalizzazione il blues, le chitarre “twangin'” e i ritmi di New Orleans sono scritti nel codice genetico come la taranta o il bel canto.

 

Il disco esplora le varie possibilità della roots musica americana: il blues più canonico mixato con la ballad, in When we two parted e Fifteen apple seeds. Il rock romantico latineggiante di Shoes of the dead.  Il pre-war folk di The day your lies will bloom, che occhieggia a Dylan. La strappa cuore Ballad of the empty ends, che sfiora anche certa psichedelia d'oltremanica. Lo swamp felpato Another place, che piacerà anche ai nostalgici del dark. C'è persino un terzinato, come piacevano alle nostre mamme ma anche al giovane Jagger, The way it goes. Gli stili variano, ma l'unità stilistica di fondo è mantenuta. Un buon disco che consigliamo a tutti coloro che amano il rock tradizionale ma non tristemente passatista. Le canzoni sono ispirate e i suoni sono quelli giusti, senza la pulizia artefatta di certe produzioni. Ci piacerebbe vedere in classifica dischi come questo invece di certi imbolsiti eroi emiliani. La copertina e il lavoro grafico sono di Angra Maria (Angela Monteiro), membro di Two Bit Dezperados, a rinforzare l'idea di collettività che innerva l'etichetta. Vernon Sèlavy è attualmente in tournèe con Krano dei Vermillion Sands al basso e Cheb Samir dei Capputtini 'i Lignu alla batteria. 

Alfredo Sgarlato

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