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18 aprile 2016 ,

Roipnol Witch

STARLIGHT

2016 - Maciste Dischi
[Uscita: 27/02/2016]

#consigliatodadistorsioni     

 

Starlight_Cover_Diciamolo subito: mancava un gruppo così nell'asfittico e ristagnante panorama rock italiano. Stiamo parlando di donne. Tante brave soliste, se volete chiamatele cantautrici, ma pochi gruppi di un certo livello con una line up al femminile. Loro si chiamano Roipnol Witch, vengono da Carpi (Modena), sono simpatiche, carine ma soprattutto hanno grinta, coraggio e una voglia d'emergere che deve per forza portarle lontano. Il nome nasce dall'unione di due parole: il Roipnol, che era lo psicofarmaco più usato da Kurt Cobain e Courtney Love (due personaggi molto influenti per le ragazze emiliane) e Witch, la strega che da sempre viene identificata come una sorta di rocker che va in giro la notte, come i Sonics insegnano nella omonima canzone. Riassumendo il tutto Roipnol Witch sarebbe la strega che ipnotizza. Pur essendo giovanissime sono in circolazione dal lontano 2002 ed hanno esordito col solito disco autoprodotto, e ascoltato da pochi, "Makes me sick" (2004) al quale ha fatto seguito un lungo silenzio discografico. Si sono formate grazie a due splendide sorelle, Giulia e Martina Guandalini, presto ribattezzatesi Giuly Witch, voce e chitarra, e Lady Marty, voce e basso,  perfettamente in linea con lo spirito e col nome scelto dalla band. La primissima formazione vedeva inizialmente la presenza di Tamara, presto sostituita dalla più solida Queen Francy, la chitarra solista da oltre 10 anni. Completa il quartetto Massi, l'unico maschietto presente in formazione. Evidentemente le Witch non avendo reperito nel modenese una batterista donna di un certo livello hanno preferito ripiegare su un elemento di sicuro affidamento senza per questo inficiare il look complessivo del gruppo ma soprattutto il sound in generale.

 

roipnol 995Molto interessante e unico il loro progetto Rock with mascara, sorta di Rock'n roll circus itinerante composto solamente da band di solo ragazze e presto divenuta rubrica d'informazione al femminile. La stessa Jessica Dainese nel suo interessante e unico libro “Le ragazze del rock: 40 anni di rock femminile italiano” ha reso omaggio al gruppo di Giulia e Martina. Anche se è solo dal 2011 che le nostre streghette iniziano a fare sul serio col loro vero esordio adulto, l'ottimo "Once upon a time", cantato completamente in inglese e con una splendida e invitante copertina. Del resto le Roipnol Witch curano moltissimo il loro look, sia dal vivo che nelle foto promozionali, per non parlare dei loro video, molto curati e sempre di ottima qualità. L'album venne masterizzato ai leggendari Abbey Road Studios londinesi e uscì per la Duchess Records. Il sound del disco era molto grintoso, sconfinando a tratti nel garage alla Pandoras, vedi gli episodi Just me e le notevoli Borderline e Choosy, due vere killer tracks. Ha fatto seguito l'interessante mini lp del 2004 chiamato "Non è un paese per artisti" che già dal titolo prometteva la svolta verso il cantato in italiano oltre che una non troppo nascosta vena polemica. Ma sempre con il sorriso sulle labbra. Questo disco, oltre che tre belle cover version, fra le quali Io sto bene dei CCCP, presentava quello che è il più bel pezzo delle Roipnol Witch, l'irresistibile Febbre. Apriamo una parentesi. E' semplicemente incredibile che una canzone così travolgente non abbia dato la giusta visibilità e il successo alle ragazze carpigiane. Ha tutto per piacere, ritmo incalzante (Sonic Youth style), un refrain irresistibile ed è corredato da un video decisamente simpatico (di Michele Putorti).

 

Roipnol W2E Giuly Witch ha perfettamente ragione quanto canta del suo disprezzo per i talent show, visto che solo apparendo in televisione si riesce a diventare famosi in questo enigmatico (eufemismo) paese chiamato Italia. Che dura fatica ha promuovere i suoi artisti, come recita il titolo dell'album. Le Roipnol Witch non si sono certo scoraggiate e a Febbraio di quest'anno è uscito il tanto atteso "Starlight", con una  vivace e coloratissima copertina psichedelica che non può lasciare indifferenti. Al primo impatto le Witch sembrano aver messo da parte le sonorità più incalzanti a favore di una maggiore ricerca della melodia. Non si sa quanto sia una scelta calcolata per incontrare maggiori favori dal pubblico ma di sicuro le canzoni di Starlight entrano più facilmente in testa anche e soprattutto per la maggior comprensione delle liriche. A dispetto della variopinta copertina che rimanda alla psichedelia dei sixties sono piuttosto gli anni ottanta quelli preferiti della carpigiane. L'opener Non è un paese per artisti, affidato alle corde vocali di Lady Marty si presenta con un riff che rimanda a Robert Smith ed i suoi Cure per poi lasciare il posto alla dolce Femme Fatale e alla sorellina Giuly Witch. Niente paura non è il pezzo dei Velvet, anche se le nostre con le covers ci sanno fare davvero. L'alternanza vocale delle due sorelle Guandalini ed i loro intrecci vocali sono inevitabilmente uno dei punti di forza della band, così come lo erano per le losangeline Bangles o le emergenti madrilene Hinds.

 

Sono presenti in questo disco almeno 3 pezzi che resteranno sicuramente nel repertorio delle songs più richieste. Sono Rock'n' roll amaro, la title track Starlight con i suoi coretti sixties e Oliver Tweet, che pare uscita dalla compilation Rock ‘80 (su Cramps), quella con le Kandeggina Gang. Fra le dieci canzoni qui presenti svetta Disagio, altro potenziale hit single come Febbre, con il suo refrain perfetto che entra subito in testa e che Roipnol W3immaginiamo cantata in coro dai frequentatori delle prime file del sotto palco. Le streghette puntano molto su questo pezzo, visto che hanno girato il video omonimo nella Chinatown newyorchese con la regia di Rob Barriales. Parlando dei pezzi cantati in inglese Lady Marty presenta un accento più fluido e naturale, Disco è la song più bella in quest'ottica, col suo ritmo incalzante e reminiscenze degli eighties così come la conclusiva Holding New York che chiude in maniera frizzante questo Starlight. Un album sicuramente riuscito, che segna un ulteriore passo in avanti nel processo di crescita compositiva della giovani ragazze carpigiane che stanno presentando il disco in mezza Italia riscuotendo grandi consensi. Se passano dalle vostre parti non fatevele sfuggire. In alternativa potete sempre mettere il cd nel lettore e ascoltare i suoi 32 minuti di puro godimento certi che vi ritroverete a riascoltarlo più di una volta. Appare evidente che le Roipnol Witch devono ancora pubblicare il loro disco migliore ma niente paura, il talento, la voglia d'emergere e le capacità non mancano certo. Non resta che aspettare, del resto il tempo è dalla loro parte, come diceva un certo Mick Jagger oltre 50 anni fa.

Voto: 7.5/10
Ricardo Martillos

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