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16 febbraio 2016 ,

Throw Down Bones

S/T

2015 - Fuzz Club Records
[Uscita: 30/11/2015]

#consigliatodadistorsioni     


throwdownThrow Down Bones è un progetto che nasce dalle ceneri dei prematuramente scomparsi  Piatcions, che avevano esordito con l’acclamato “Senseless Sense”. Ne è rimasto un duo composto da Frankie Frankie (chitarra, synth, voci, effetti) e Dave Cocks (Basso, Percussioni) che si avvale della produzione di James Aparicio (anche dell’album dei Piatcions, e di band come Spiritualized, These New Puritans, Liars). L’esordio dei due piemontesi per Fuzz Club Records consta di 8 tracce, per un’ora di loop e droni, mantra kraut, invocazioni post-punk, sbuffi industrial e accenni noise. Centrale, in ogni pezzo, è la progressiva costruzione della musica: una base ritmica solida definisce patterns ipnotici da cui si dipartono chitarre e synth. L’iniziale Exposure batte forte sul nero tribalismo post-punk, Our Home, The Holy Mountain è una  preghiera kosmische dove tutto si gioca sulle linee di basso che si intersecano. 

 

A Premise To Action è ancora post punk ma questa volta misterioso e tenue, il motorik zen di Inner Lights accende una luce sulla strada battuta dai Throw Down Bones.  Riprendono le incursioni ritmiche con Emitters e il riff ossessivo di Saturator; Bones, throw TDB_2_1024x1024traccia più lunga con i suoi quasi 9 minuti, si lascia andare ad un groove che ricorda i Can di "Tago Mago” ma con risvolti chiaroscurali apportati dalle chitarre. Il finale è lasciato a It’s All Around Us che stende minacciosa un tappeto di loop acquatici, mentre l’incedere ritmico è esageratamente rallentato. 

La musica dei Throw Throw-Down-Bones-2-Shot-620x350Down Bones riflette un carattere introspettivo e meditativo, volto alle geometrie interiori e agli spazi aperti e silenziosi. La circolarità che permea la loro musica è immagine di un intimo concetto di natura e spiritualità. Una psichedelia che è al tempo stesso moderna e primordiale. Un ottimo esordio che conferma ancora una volta la passione e l’onestà di Fuzz Club Records e di come la bella musica in Italia sia dura a morire.    

 

Voto: 7/10
Ruben Gavilli

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