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29 agosto 2014 , ,

Centauri

S/T

2014 - Lepers Produtcions - DestroYo Records
[Uscita: 03/06/2014]

centauri cover                                                  # Consigliato da Distorsioni

Si potrebbe pensare che questo dei Centauri sia un esordio in piena regola ma invece sono solo i soliti trucchi trasformisti che usano quei gran ragazzacci della Lepers per provare a non vendere dischi. Già, perché chi conosce la bislacca realtà dell'etichetta barese, sa perfettamente che per accedere a tutto il loro repertorio basta semplicemente eseguire il free download dal catalogo del loro sito. Ce la mettono tutta per defilarsi e per assurgere al piedistallo degli hipster più convinti e spocchiosi ma nella vita si sa, c'è sempre qualcuno che dell'ordinarietà non si accontenta e ama ficcare il naso in giro in cerca di stranezze. Ed eccovi allora servito uno dei dischi più incredibili e straordinari che mai cuor impavido di madre Patria abbia osato proporvi. Tanto per scoraggiare i meno ostinati, i trasgressori senza giusta causa, possiamo anticipare che c'è lo zampino di Superfreak e di un altro irriducibile della scuderia Bubca Records (il Trio Banana lo avete presente?): Tab Ularasa. Non vi basta? La copertina del Cd, proposto anche in copia fisica in tiratura limitata a 100 copie (per quei pazzi che ancora amano il feticcio e le grafiche davvero alternative) vi trarrà sicuramente in inganno. 

 

A dispetto del cavallo e del cowboy che tanto vi ricorderà il country della vecchia scuola di Gram Parsons e dei suoi Burrito volanti, o peggio, lo "Sweetheart Of The Rodeo" dei Byrds, qui si ha a che fare con dei Centauri del post moderno alimentati ad acido fenico e scorie post; post tutto, post come autentico superamento e smembramento dei generi. Uno psycho alt country seviziato da incubi kraut, da un lo fi da alba degli ultimicentauri giorni, da un noise fuori fuoco, da cadenze ridondanti ed isteriche, da sentori di oscurità latenti e disturbanti. La formazione esibisce una strumentazione anomala in cui compare, accanto alle chitarre, un pianoforte nervoso che sembra uscire da qualche novella gotica. In Two Sun ha un effetto martellante, lacera e ricuce una melodia vischiosa sporcata di feedback e distorsioni, si avvita in un caos noise che ci riporta a visioni desolanti e sulfuree da paesaggio apocalittico. Speak to Your Dead mette in campo un coretto stonatissimo con tanto di armonica e tromba ed allora il piano ci riporta in un saloon da film western, ma sembrerebbero postumi da sbornia contemplativa e autoriflessiva quelli che fanno incrociare note tanto tirate e articolate.

 

Il dosaggio perfetto di ogni bozzetto strumentale che, nell'ultima parte, sembra l'atterraggio sul pianeta dei sogni da parte dei pot head pixies (vi ricordate la trilogia Radio Gnome invisible dei Gong?). L'intero lavoro galleggia e gorgheggia tra gags stralunate e strampalate, invenzioni musicali sorprendenti, tra passaggi morbidi e quasi mistici e irruzioni travolgenti, cariche di un'energia incontenibile. Alfa Centauri A racconta il fluire del centauri.1jpgpianoforte attraverso galassie sperdute, la sua strenua lotta di sopravvivenza per vincere le tempeste siderali, i suoi ricordi di armonia perduta. In Alfa Centauri B l'epifania e la catarsi che in Proxima Centauri diventano distensione, agognata lievità, lirismo fiabesco. On the Road  e Find me! I got lost si riappropriano degli umorismi da ubriacatura tra cambi di ritmo e costruzioni tese e sincopate. Always the Same è torrida, ci catapulta in un'ambientazione weird che fa pensare al gotico straniante e al country spettrale dell'inquietante Lonesome Wyatt. Mai tanta eterogeneità poteva contestualizzarsi in un'estetica tanto originale e coesa, una lezione di hauntology sacrificato ad un estro creativo e sperimentale davvero sdoganato e deragliato da tutto. Decisamente un disco per pochi, pochissimi eletti.

 

Voto: 8/10
Romina Baldoni

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