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16 novembre 2015 , ,

Calibro 35

S.P.A.C.E.

2015 - Record Kicks
[Uscita: 06/11/2015]

#consigliatodadistorsioni     

 

spaceDopo cinque album con i piedi ben piantati per terra, i Calibro 35 alzano il tiro con “S.P.A.C.E.”, il disco più ambizioso di sempre, confermando l'eccelso lavoro filologico compiuto sinora nella riproposizione di quelle colonne sonore e library music che facevano da cornice ai cosiddetti poliziotteschi degli anni '70, relegati per troppo tempo dalla critica a sottogenere. Con quest'ultimo disco, Massimo Martellotta, Enrico Gabrielli, Luca Cavina e Fabio Rondanini spostano l'asse del proprio universo sonoro ed il metodo di lavoro, facendo in modo che sia la musica a decidere la direzione da seguire. In questo senso S.P.A.C.E. è più istintivo e spontaneo, considerato che alcuni dei brani della tracklist sono nati in modo estemporaneo durante i soundcheck ed incisi su un registratore portatile. Per la registrazione dell'album i Calibro 35 hanno scelto le Officine Meccaniche di Milano e i mitici Toe Rag Studios di Londra, utilizzati da band come The White Stripes, Tame Impala, Metronomy e Supergrass, con l'impiego di un otto piste analogico che restituisce in modo credibile l'impatto e la densità di un sound seventies.

 

La produzione dell'album è stata affidata a Tommaso Colliva che, oltre ad essere apprezzato in Italia nell'ambito del circuito della musica indipendente che conta (vedi Afterhours, Le Luci della Centrale Elettrica, Dente, Zeus!), collabora come ingegnere del suono ai dischi dei Muse sin dal 2006. Il risultato è una pregevole psichedelia funk scritta e pensata come sonorizzazione di un film ambientato nelle profondità dello Spazio la cui sceneggiatura potrebbe essere ricavata da qualche racconto di Ballard, Asimov o della collana editoriale Urania. Il cambio di rotta nei registri tipici della band si avverte sin da calibro-35subito con una presenza più significativa dei sintetizzatori, dell'organo Hammond e Vox, MiniMoog e dell'ARP Odyssey che hanno costituito il viatico verso l'esplorazione di nuove ambientazioni sonore. 

Il viaggio onirico inizia con la breve intro di 74 Days After Landing con le sue sospensioni noir scardinate dal funk del successivo S.P.A.C.E. in cui ci si sente a casa con un tipico suono da Calibro 35. Ma la detonazione arriva con Bandits On Mars, un instant classic che ha un inizio da spy story e poi si apre ad un groove incredibile sostenuto dalle pulsazioni del basso di Luca Cavina e da un riff che penetra nel cervello.

 

Con Ungwana Bay Launch Complex i Nostri si addentrano negli stessi territori funk di “Head Hunters” di Herbie Hancock, mentre con An Asteroid Called Earth siamo in pieno clima progressive. Thrust Force è un altro dei pezzi forti dell'album con una struttura 35armonica che ricorda il mood di James Taylor Quartet ma che costituisce anche la sintesi di quella ricerca sonora e di recupero di un intero universo di sonorità che appartiene ad una cultura televisiva e cinematografica tipicamente italiana e sin troppo snobbata.

Se il tiro di Across 111th Sun ricorda Chamaleon di Hancock, Violent Venus è un inseguimento stellare spinto dalla propulsione dei sinth. S.P.A.C.E. è un viaggio affascinante in cui viene naturale lasciarsi trasportare dall'assenza di gravità, guardando finalmente la Terra da una prospettiva diversa.

Voto: 7.5/10
Giuseppe Rapisarda

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