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5 agosto 2015

Paolo Sorge

RINGLIKE

2015 - Improvvisatore Involontario
[Uscita: 07/04/2015]

 #consigliatodadistorsioni   

 

paolosorge3_large“Ringlike - Cycle games for seven instrumentsè il nuovo lavoro di Paolo Sorge (1968), chitarrista e compositore catanese che predilige le figure geometriche e le pone alla base della propria concezione musicale. Già nel 2010, con il progetto per quartetto di chitarre Tetraktys, il quadrato sembrava essere la figura di riferimento ai cui angoli si innestavano i contrappunti di quattro chitarre che costituivano ciascuna al tempo stessa lato del quadrato e sponda dalla quale il suono si rimetteva in circolo. Con "Ringlike - Cycle games for seven instruments" il quadrato si inscrive all’interno di una circonferenza le cui aree di intersezione possono essere considerate ascoltando la peculiarità dei temi composti da Sorge, uno dei quali è Slonimsky’s Domino, presente in forme differenti sia in "Tetraktys" che in questo Ringlike. Se poi volessimo ancora trasporre in idea geometrica il trio, altra formazione prediletta e utilizzata da Sorge, potremmo ricorrere molto semplicemente al triangolo equilatero per indicare l’eguale peso che nelle formazioni in trio di Sorge ha nella costruzione dell’interplay ciascun strumento (solitamente con batteria e contrabbasso ma bisogna ricordare anche il Trinkle trio, progetto su Monk pubblicato dall’etichetta Auand nel 2003 con Michel Godard alla tuba e Francesco Cusa alla batteria). Il sottotitolo di Ringlike ci indica in tutta evidenza che si tratta di giochi ciclici per sette strumenti; in verità, potremmo dire per sette musicisti (tutti siciliani), perché qui l’altro grande musicista, Carlo Cattano, suona più di uno strumento: flauto, flauto alto, piccolo flauto e sax soprano. Gli altri musicisti sono Marco Caruso (sax alto), Sebastiano Bell’Arte (corno francese), Gaetano Cristofaro (clarinetto basso), Alberto Fidone (contrabbasso), Peppe Tringali (batteria). 

 

sorgeLa ciclicità delle composizioni è data anzitutto dal carattere dei temi, la cui struttura ruota attorno a se stessa e i suoni degli strumenti ripercorrono la circonferenza immaginaria da differenti altezze nei medesimi punti, senza tuttavia essere mera ripetizione, ma lasciando all’ascoltatore la suggestione di elaborare il nuovo nel già vissuto. E’ quello che avviene sin dal tema del primo brano, Idea uno, dove nella partitura scritta con la minuzia dei dettagli per ciascun frammento di strumento è ricompreso un pedale di basso che costituisce la base, dopo, per la creazione di un’atmosfera esoterica con i soli di flauto e corno. Il carattere giocoso dei cicli è presente in Idea due, Nuevo, Divergenze ma soprattutto in Retrò, con un vero e proprio climax circense, interrotto da un solo disteso di Sorge e poi ripreso con il tema finale. In Nuevo degno di particolare nota è anche il dialogo tra chitarra e corno francese che subentra ad una fuga dei fiati e lascia il posto ad un intermezzo funkeggiante con solo di Sorge alla chitarra con delay. Il crescendo iniziale dei suoni asimmetrici in Treduenove dà il via ad una soffusa danza leggera, nel mezzo della quale Sorge dà ampio spazio a un proprio solo in trio con contrabbasso e batteria, in cui a seguire si inseriscono con variazioni tematiche il flauto e i fiati. In Slonimsky’s Domino è l’interplay tra gli strumenti ad avvincere l’ascoltatore, come era già avvenuto col quartetto di chitarre in Tetraktys, in una fioritura cangiante di parti scritte. Divergenze è il momento finale di sintesi, del chaser, l’alternarsi e l’inseguirsi di tutti gli strumenti, tipico del jazz. Con Intro si conclude a ritroso il disco a forma circolare, perché nel cerchio ogni punto è l’inizio ma ne è anche la fine.

 

Voto: 8/10
Sergio Spampinato

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