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30 giugno 2015

Lanzetti-Roversi

QUASI ENGLISH

2015 - Ma Ra Cash Records
[Uscita: 30/06/2015]

lanzetti1La coppia formata da Bernardo Lanzetti, nome storico del prog italiano fin dalla prima ora, fondatore di Acqua Fragile e membro della PFM, e Cristiano Roversi, che ha attraversato tutta la stagione del neoprog a partire dagli anni Novanta con i Moongarden, e vanta innumerevoli collaborazioni con Submarine Silence, Mangala Vallis, Scraps Orchestra, ecc., si consolida adesso in duo, dopo che tra i due musicisti erano state avviate diverse collaborazioni, come i CCLR, Mangala Vallis e la reciproca partecipazione agli album solisti. Un sodalizio artistico che in questo lavoro promette e fa scintille. In “Quasi English” Lanzetti ovviamente canta mentre Roversi si esibisce alle tastiere, moog, mellotron, basso, alla batteria c'è Mattia Scolfaro e in due brani Jonathan Mover, Michele Smiraglio e Mirko Tagliasacchi al basso, Simone Baldini Tosi al violino, Erik Montanari, Fabio Serra e Mirko Ravenoldi si alternano alla chitarra e i Catafalchi del Cyber ai cori. Ma è chiaro che gli elementi che si prendono la scena sono innanzitutto la voce incredibile di Lanzetti, versatile, mutevole, ma anche grintosa e avvolgente- ha la teatralità drammatica di un Peter Gabriel e l'anima blues di un Roger Chapman - e  il grande virtuosismo di Roversi, tessitore di atmosfere intense e di fraseggi ricchi e fantasiosi. Entrambi i musicisti appaiono impegnati a esplorare le potenzialità espressive dei loro strumenti, perché tale è da considerarsi anche la voce di Lanzetti.

 

Il brano che dà il titolo all'album e la successiva Worn To a Shine aprono le danze con i ritmi frenetici imposti dal drumming secco e matematico di Mover e i fraseggi circolari delle tastiere, un tourbillon emotivo su cui Lanzetti ricama la sua voce alternando lirismo a tonalità inquiete di stampo teatrale, fra Genesis e Ange. Un delicato arpeggio di chitarra, lanzettipiano e violino ci trasportano nella sognante Heartsick Clever, mentre la fantasiosa Latitude About si dipana fra un continuo alternarsi di stili, lirismo prog, jazz, un piano impressionista. Convenience è un'eccellente cover che omaggia i grandissimi Gentle Giant; rispetto all'originale del 1980 qui le tastiere assumono il ruolo da protagoniste. I due brani successivi segnano un cambio di atmosfere, gli arrangiamenti si fanno meno ricchi e barocchi e la voce di Lanzetti mette in secondo piano le tonalità più distorte, espressioniste per dedicarsi, come recita il titolo di un brano, al bel canto: Scorre l'acqua ha un arioso arrangiamento orchestrale con un testo riflessivo sul trascorrere del tempo e Bel Canto, che alterna italiano e inglese, è un'altra prova della duttilità espressiva di Lanzetti alle prese con un lirismo di stampo dark. Have No Standing ritorna all'inglese ed è un po' una summa di quanto ascoltato fino a ora, dando l'occasione agli strumenti di esibirsi in pregevoli assoli. In definitiva un altro disco che dimostra quanto il prog italiano, vecchio e nuovo, abbia ancora da dare e stia vivendo un periodo, non effimero, di creatività.

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta
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