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14 novembre 2016

Metamorfosi

PURGATORIO

2016 - Cramps Record / Sony Music
[Uscita: 14/10/2016]

#consigliatodadistorsioni

 

Divina Commedia, seconda cantica: “Purgatorio”. La cantica mancante. E' trascorso quasi mezzo secolo prima che sulla rilettura della trilogia dantesca dei Metamorfosi si abbassasse definitivamente il sipario con la scritta fine. Necessita ripiegare fino al febbraio 1973 per rinvenire il primo rilascio, da parte della label Vedette, di “Inferno” suggestivo concept dalle trame solenni e pietra d'angolo del prog made in Italy. Jimmy Spitaleri, un passato con i Frammenti e le messe beat, è il monumentale vocalist della band capitolina supportato dalle vigorose incursioni -in bilico tra il classicheggiante e il gotico- del tastierista Enrico Olivieri. Il batterista Gianluca Herygers e il bassista Roberto Turbitosi completano la talentuosa formazione che, nonostante le ottime impressioni destate, purtroppo di lì a poco non esisterà più. Trascorreranno quindi trent'anni prima che possa riprendere corpo il naturale seguito alle due lunghe suite infernali dai testi ricercati: infatti soltanto nel 2004 le strade del binomio Spitaleri-Olivieri torneranno ad accavallarsi per concepire “Paradiso” recuperando con la collaborazione di Leonardo Gallucci (basso) e Fabio Moresco (batteria) il fil rouge di quella rivisitazione interrotta prematuramente anni prima

 

Adesso il viaggio progressivo dei Metamorfosi imbastito sul più classico dei poemi trecenteschi volge al termine attraversando le sette cornici del “Purgatorio”. Il sintomatico acquarello di copertina (realizzato della pittrice Laura Tarantola) e diciannove suggestivi movimenti delineano il cammino dell'agognata espiazione. Angeli nocchieri, figure fantastiche e penitenti si alternano sulla scena di una recita condotta da Spitaleri, magistrale istrione dalla liturgica timbrica. Gli intermezzi dominati dal synth ed il piano amplificano il pathos di un'opera dagli intenti spiccatamente teatrali, trademark già sperimentato con successo nei lavori precedenti del gruppo. Ciò che colpisce, e che farà indubbiamente la gioia degli estimatori di genere, è l'inattesa creatività che trasuda dalle note di questo “Purgatorio” in virtù, ancora una volta, della complessa natura della trasposizione trattata. Rapportarsi al sommo poeta della letteratura italiana non è impresa da tutti; il fatto di riuscire a chiudere degnamente un cerchio tracciato quarant'anni or sono non può che esaltare le gesta musicali di questa collaudata line-up di musicisti (la stessa del 2004). Un ritorno in grande stile, lontano dalle operazioni nostalgia malinconicamente in auge. Grazie Metamorfosi per questo biglietto, sino ad ieri, mancante. Un biglietto per il Purgatorio.

Voto: 7,5/10
Alessandro Freschi

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