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29 ottobre 2012

Melampus

ODE ROAD

2012 - Locomotiv Records
[Uscita: 22/10/2012]

melampus# Consigliato da DISTORSIONI

 

You Can't Judge A Book By Looking At The Cover (Willie Dixon). Una canzone immortale ed un detto pieno di saggezza entrato ormai nell'uso comune, riferito in particolare al primo approccio con un libro ma vale perfettamente anche per la musica. E' quello che è successo al sottoscritto con questo disco. Prendi il mano il cd, te lo rigiri fra le mani, quel nome Melampus che puzza tanto di gruppo neo-prog, ci aggiungi lo splendido artwork che rimanda a quel filone lì ed il gioco sembra fatto. Ed invece…. Melampus è un essere dotato di poteri divini ed ha la capacità rara di comprendere il linguaggio animale.

 

Ma soprattutto è il nome scelto da questo apparentemente bizzarro duo bolognese formato dalla poliedrica artista visiva Francesca "Billy" Pizzo, qui alle prese con ogni sorta di strumento o quasi ed il percussionista Angelo "Gelo" Casarrubia. L'ascolto rapisce i sensi, i Melampus hanno un gusto ed una predilezione per le atmosfere inquietanti ed una raffinatezza rara da sentire di questi tempi. Freedom day  apre le danze con un basso ereditato da epoche post-punk, su tutto la voce di Francesca, misteriosa ed affascinante, la chitarra intanto gratta in sottofondo. Arriva subito Joel ed per un attimo si materializza il fantasma della chanteuse per definizione, la Nico ammaliante del “Desertshore” di 40 anni addietro. Brividi. Non è da meno la seguente The path, altro incanto, estasi e bellezza. Fall  è puro post punk del nuovo millennio come lo canterebbe Siouxsie se avesse ancora i vent'anni degli esordi, impeccabile il basso dell'ospite Nene. Thirst  è un altro bello e sentito omaggio all'epoca storica denominata new-wave.

 

Così si chiamava uno splendido disco dei Clock Dva e chissà se Melampus si è ricordato di loro quando l'ha concepita. Arriva poi una Introduction  che è davvero singolare, visto il titolo,  trovare a metà album e che ci introduce al terzetto finale di canzoni. Double room, Dots e Walk with me  sono tre esercizi un tantino calligrafici di slow-core, basso pesante e ritmi rallentati al massimo. Francesca la fa ancora da padrona, la sua è davvero una delle voci più suadenti ed originali dell'odierno panorama rock italiano. Un disco questo "Ode Road"- non lo avevo ancora detto - con pochi paragoni possibili, davvero una gran bella sorpresa anche considerando che il duo si è formato appena un anno fa. La strada tracciata è quella giusta, al pubblico il responso finale. Da parte mia sarà almeno nei dieci dischi italiani del 2012 e credetemi, quest'anno ne ho ascoltati davvero tanti.

 

Ricardo Martillos

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