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20 dicembre 2017 , , ,

WK569

OMAGGIO A MARINO ZUCCHERI

2017 - Boring Machines - EP 12” lato unico
[Uscita: 20/10/2017]

WK569 BM079_front_72_800WK569 sono Federico Troncatti, Ezio Martinazzi e Pierenrico Villa, un trio ben assemblato di esperti del suono a vario titolo. L’originalità della loro proposta elettronica ed elettroacustica risiede nell’utilizzo dell’obsoleto linguaggio GFA riadattato attraverso i messaggi MIDI in grado di interfacciare il suono da un computer Atari a sintetizzatori quali VSTVSTI e altri. Per chi non ha le adeguate conoscenze tecnologiche per entrare nel dettaglio di sigle, protocolli e sistemi di programmazione può essere più efficace parlare di originalità semplicemente per l’uso creativo dell’elettronica incapace di prescindere dall’intervento umano. In questo senso "Omaggio a Marino Zuccheri", tecnico del suono e testa pensante dello Studio di Fonologia della RAI di Milano ci riporta ai primissimi accattivanti dibattiti sul ruolo della musica elettronica in campo sperimentale e accademico ma anche per le nuove esigenze medianiche di radio e tele diffusione che stavano prepotentemente prendendo piede. La scena italiana offrì senz’altro un brillante sincretismo di talenti, mettendo in dialogo tecnici e compositori, avanguardia, cultura di massa e tradizione. Tutto questo fu con ogni probabilità dovuto ad esigenze di divulgazione su ampia scala offerte dai nuovi mezzi di comunicazione e soprattutto al grandissimo potenziale della riproducibilità in ogni sua forma dell’evento spettacolare.

 

1-c956befeecPersonaggi come Marino Zuccheri (foto a destra, nel suo Studio di Fonologia) a Milano o Paolo Ketoff a Roma, entrano in contatto con l’estro compositivo e la lungimiranza di autorevoli musicisti contemporanei e impiegano le loro competenze a servizio di una ricerca appassionata tesa ad ampliare le conoscenze e la capacità di potervi attingere. La cosa strabiliante di quella grande epoca di apertura e pedagogia culturale è stata proprio la voglia di conciliare intuizione, manualità, sperimentazione, ingegno e nuovi mezzi tecnologici per proporre un’avvincente sfida dal sapore profondamente umano. Quello che emerge dal corpo unitario di questa composizione di WK569 (foto sotto a sinistra) è proprio un plauso alla grande fecondità e voracità pionieristica di quegli anni. Ad un approccio manipolativo davvero in grado di conciliare la sinergia uomo-macchina, pensiero-azione meccanica. Sono tre tracce (01 – 10 – 11) che rendono molto bene l’idea 270679_226359847397243_6188581_ndi gioco timbrico testato con approccio estemporaneo. Una serie di impulsi e ripetizioni metalliche, di riverberi stranianti ma assemblati con gusto e stravaganza, lasciando intravedere abilità, raffinatezza nel dosaggio, capacità evocativa e associativa insita nella scelta del colore e delle tempistiche narrative. Arte della manipolazione alla ricerca di un equilibrio espressivo tra astrattismo e materialismo. Una lettura poetica dell’alternarsi di tutte le contraddizioni secondo una logica mai prevedibile e mai incanalabile. Il moto perpetuo del mondo e dei suoni che lo governano, la voglia di esplorare l’ignoto e interpretarne la vastità associandolo ad una inedita sfumatura dello spettro sonoro da poter creare mettendo il mezzo a servizio dell’idea. Marino Zuccheri avrebbe apprezzato! 

 

Voto: 7/10
Romina Baldoni

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