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31 ottobre 2015 ,

Voina Hen

NOI NON SIAMO INFINITO

2015 - Maciste Dischi
[Uscita: 30/10/2015]

voina henIvo Bucci, Nicola Candeloro, Francesco Di Nardo, Domenico Candeloro e Amedeo Bolletta i Voina Hen, sono cinque bravi musicisti abruzzesi che hanno appena pubblicato, per l’etichetta Maciste Dischi, il loro primo album, “Noi non siamo infinito”. Ivo Bucci ha una voce dotata dell’opportuno carisma interpretativo e si avvale della complicità di Manuele “Max Stirner” Fusaroli per quanto concerne testi ed arrangiamenti. Nicola Candeloro e Francesco Di Nardo hanno un ottimo rapporto con le loro chitarre, così come Domenico Candeloro ricava dalla sua batteria un drumming muscolare e deciso, mentre Amedeo Bolletta crea i ritmi giusti con il suo basso. 

 

I testi contengono una rabbia senza quartiere che si traduce in nichilismo e totale disincanto. Una filosofia di vita che raffigura il mondo in cui viviamo semplicemente come un “posto di merda”. Abbiamo tentato di leggere tra le righe, magari per trovare un po’ voinahen_scimmied’ironia che ci desse almeno un barlume di speranza, ma la speranza, come afferma Ivo, “è l’ultima a morire perché è proprio lei che prima o poi ci uccide” (Finta di niente). 

A meno che non sia un esercizio d’ironia, particolarmente amaro e dissacrante, parodiare l’incipit dell’arcinoto “Urlo” di Allen Ginsberg "ho visto le menti migliori della mia generazione...” (peraltro ripreso da Francesco Guccini nella sua magnifica Dio è morto), stravolgendolo in “…voglio essere la mente peggiore della mia generazione” (Maledizione). Ma questo bisognerebbe chiederlo a Ivo Bucci e a Manuele “Max Stirner” Fusaroli. Non c’è niente di propositivo, il futuro non offre prospettive, non c’è via d’uscita. [N.P.]

 

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 #consigliatodadistorsioni

 

VoinaHen_StrumentiBN04Quello dei Voina Hen, al primo lavoro sulla lunga durata con questo “Noi non siamo infinito” dopo il “Finta di niente”EP del 2013, è un eclettico indie noise venato di grunge e metal, martellante e particolarmente doloroso, dall’approccio sincero e senza compromessi. In alcuni casi le fratturate, angosciate dinamiche strumentali, e lo sfrontato, drammatico piglio vocale Ivo Bucci non possono non ricordare il weltanschauung  di Pierpaolo Capovilla e del suo Teatro degli Orrori (Il Funerale, Noi non siamo Infinito, Io non piango), cosa che -intendiamoci- depone decisamente a favore della band. Si direbbe proprio che sono parecchio influenzati dalla loro estetica.

 

I titoli dei brani sono molto eloquenti (Mi sale il vomito, Questo posto è una merda, Ora basta), ma il ‘no future’ esistenziale dei Voina Hen, di lapalissiana ascendenza punk, non voina hen maxresdefaultsi traduce negli equivalenti connotati musicali di quel genere, condividendone solo una diffusa aggressività: come sopra sottolineato la confezione sonora di Noi non siamo infinito è molto più frastagliata e polimorfa. Per passionalità, disperazione sincera, e pessimismo metafisico, con questo lavoro Voina Hen si candidano a diventare (se già non lo sono) una delle più belle realtà del rock antagonista italiano.  [P.W.B.]

 

Voto: 7/10
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