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19 maggio 2017

Valerian Swing

NIGHTS

2017 - To Lose La Track
[Uscita: 12/05/2017]

#consigliatodadistorsioni

 

"Aurora", uscito nel 2014, è stato un album importante per i Valerian Swing, uno di quelli che si fanno ricordare per la profondità di una musica sfuggente e difficile da restringere all’interno degli angusti confini di una definizione. Attraverso quegli otto brani la band di stanza a Correggio si è attestata nel difficile panorama italiano grazie alle ottime capacità di scrittura unite ad una tecnica mai fine a se stessa. Tanto in “Aurora”, quanto ancora prima nell’esordio intitolato “A Sailor Lost Around the Earth” del 2011, emergeva un sound complessivamente riconducibile ad una sensibilità post rock; erano senza dubbio chiari i richiami all’attitudine di Mike Sullivan dei Russian Circles, agli intrecci di Munaf Rayani e Mark Smith degli Explosions in the Sky, oltreché alla mescolanza del mood dei Giardini di Mirò con una deriva emo-core (vedi “Distal” dei Crash of Rhinos). Oggi il nuovo “Nights” ribalta le regole del gioco per alzare l’asticella ancora più in alto: la ricerca di una via personale ha dato ottimi risultati in termini di una acquisita piena maturità che determina il raggiungimento di una intensità emotiva ancora più a fuoco. Stefano Villani, David Ferretti e Francesco Giovanetti, subentrato ad Alan Ferioli, hanno messo nero su bianco otto composizioni fluide come l'incontenibile poetica di uno stream of consciousness, dotate di una intrinseca forza suggestiva, di una particolare forma di magniloquenza calibrata e misurata, destinata ad entrare sottopelle ascolto dopo ascolto.

 

Le riprese dell’album sono state registrate da Raffele Marchetti, mentre il missaggio è stato finalizzato al Red Room Recording di Seattle da Matt Bayles (Mastodon, Isis e Russian Circles), a riprova di una resa sonora la cui cifra si attesta sul versante della fisicità e di una grande dinamica. Basti pensare al fragore epico dell’opener A Leaf che si stratifica lentamente partendo da una dimensione eterea fatta di riverberi per poi acquisire rapidamente consistenza, allo stesso modo della successiva Two Ships, sorta di naturale continuum con la traccia precedente. Three Keys ha un esoscheletro ambient intessuto di elettronica e sinth il cui effluvio impalpabile conduce a Four Horses, una delle tracce da cui emerge l’alto tasso tecnico dei tre musicisti. In Five vale2Walls l’uso della voce è strumentale all’economia del brano la cui potenza risiede sulle quadrature impossibili del drumming di David Ferretti. Dopo i ritmi in levare di Six Feet, sorta di trance post moderna prossima ai Port-Royal, si arriva a Seven Cliffs uno dei brani in cui si percepisce la perfetta sintesi artistica raggiunta dai Valerian Swing. “Nights” è un disco potente, attraversato dalla forza magmatica della vita e dei suoi cicli di continua trasformazione. Senza dubbio il punto di arrivo di una band padrona dei propri mezzi e che non si accontenta di rimestare pedissequamente nella medesima formula. 

 

Voto: 8/10
Giuseppe Rapisarda

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