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28 settembre 2012

Lux

MENO MALE

2012 - Seahorse Recordings/Audioglobe/Lunatik
[Uscita: 14/09/2012]

LUX   “Meno Male”   Seahorse Recordings – Audioglobe – Lunatik   # Consigliato da DISTORSIONI

 

Primo album non autoprodotto dei tre realizzati finora dal gruppo sassarese. Nati nel 2009 e noti soprattutto per la potenza viscerale delle loro performance live, i LUX ci regalano un album arioso e coinvolgente. Trame chitarristiche e corali di grande apertura, memori della lezione di immortali maestri come Byrds, Neil Young e Dream Syndicate al pari di icone della musica pop-rock italica quali Equipe 84 o Balletto di Bronzo o i contemporanei Afterhours. “Meno male” parte alla grande con il singolo Siamo che, tra suggestioni orientali e sonorità jingle-jangle rappresenta un perfetto biglietto da visita per il lavoro di Luca Usai (voce – chitarre – piano - synth), Matteo Anelli (voci – cajon – batteria – percussioni), Paolo Laconi (contrabbasso – archi – basso – voci). Nel loro percorso artistico i ragazzi hanno avuto modo di dividere il palco con gente come Melissa Auf Der Maur, Paolo Benvegnù, Tre Allegri Ragazzi Morti, Bud Spencer Blues Explosion e l’esperienza accumulata durante i concerti e le importanti frequentazioni si sente tutta nei solchi di un’opera che si fa apprezzare per la capacità di rendere fertili i semi ispirativi in essa contenuti.

 

Testi mai banali e melodie assassine rendono questo disco apprezzabile per un pubblico potenzialmente molto vasto. Forse lo sai anche tu è una ballad che ricorda le meraviglie del Neil Young di “Zuma”, con un testo che lacera il sipario quotidiano del benessere (?) digitale o chimico o alcolico della Facebook Generation: “ ... non si nasce davvero così stupidi né fragili, ma te ne dimentichi, anche se sembra davvero che tu sia nato così stupido, no non è così, forse lo sai anche tu “. Gelido è una dolente canzone d’amore del nuovo millennio,  cosmico e tragico: “… in due non è poco, soffia su di me il freddo che c’è … bruciando tutto di noi riscalderemo anche voi, bruciando tutto di voi riscalderemo anche noi “. Volentieri è un piccolo capolavoro, una straziata preghiera oscura: “ … è facile vivere come un coglione, è facile morire come un coglione… la morte te la devi meritare… “.

 

Ma è la bellezza liquida e suadente di Venere  a sottolineare ancora una volta il gioco dei contrasti musicali e letterari che arricchiscono l’intero impianto sonoro dei Lux: “… difendi la mia serenità, i pezzi di me che ho perso ritornano a te… la mia solitudine è la tua compagna… “. Un disco da ascoltare e da assaporare con passione. Un disco che meriterebbe molta, ma molta attenzione. Potenzialmente un lampo abbagliante per il grande pubblico, non solo italiano. Complimenti.

 

Maurizio Galasso

Lux



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