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11 maggio 2012 , ,

Francesco Piu

MA-MOO TONES

2012 - Groove Company/Venus/Lunatik
[Uscita: 16/02/2012]

FRANCESCO-PIU# Consigliato da DISTORSIONI

Chissà a quale incrocio delle strade sterrate della Barbagia Francesco Piu ha firmato il patto con il diavolo, per l'occasione travestito da mamuthones, che gli ha infuso il blues nell'anima e nelle dita. Quello che è certo è che 'sto ragazzo sta consumando palchi in giro per la vecchia Europa, trovando anche il tempo per questo terzo lavoro, dopo “Blues Journey”, del 2007, e “Live At Amigdala Theatre” del 2010, che vede la luce con la produzione artistica di uno dei bluesmen più in voga del momento, il newyorchese Eric Bibb, che non fa mancare la sua chitarra baritono in Overdose Of Sorrow, uno dei pezzi guida dell'album. Al suono pieno e potente del disco, tra l'altro registrato in soli quattro giorni, partecipano a pieno titolo Davide Speranza all'armonica e Pablo Leoni alla batteria, mentre Francesco ci mette la chitarra, più spesso acustica, il dobro, il banjo e una voce molto “creedenciana”, dalla pronuncia inglese impeccabile, il che, in un disco italiano, non guasta affatto (e non è per niente comune).

 

E allora è una festa per le mie orecchie, a cui periodicamente sento il bisogno di somministrare la giusta dose di Muddy Waters, Sonny Boy Williamson, Robert Johnson e via così, poter godere delle “blue notes” di Francesco Piu e dei suoi compagni d'avventure, tantopiù, mi tocca dirlo, perchè arrivano dalla mia isola d'origine. Così mi son goduto alla grande la slide elettrica e l'armonica saturata di The End Of Your Spell, il funk di Over You, con l'armonica ancora in evidenza, l'ipnotica Trouble So Hard, standard di Blind Willie Johnson reso famoso da un pezzo di Moby, ma alla quale qui si rende omaggio con la giusta deferenza, le contaminazioni reggae (alla lontana, capiamoci, eh...) di Hooks On My Skin. 

 

Ed ancora l'immancabile ballata strappacuore Blind Track, in cui brilla l'acustica di Francesco, a creare un'atmosfera da nottata di stelle intorno al fuoco, lo stomp di Colors, il banjo di Stand By Button, la sopra citata Overdose Of Sorrow, scritta da Francesco come se si trovasse sulla riva del Mississippi, la torrida e torrenziale slide acustica di Down On My Knees, fantastica, il secondo omaggio a Blind Willie Johnson, Soul Of A Man, elettrica e possente quanto scarnificata e, per finire, Third Stone From The Sun, che avrebbe commosso il suo riverito e compianto autore, Jimi Hendrix. E allora, alla faccia dei fattori “x”, dei festivaloni morti e sepolti, ripulitevi i canali auricolari con il blues di Francesco Piu, uno vero. Grande.

Luca Sanna

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