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14 dicembre 2014 ,

Tony Cattano Ottetto

L’UOMO POCO DISTANTE

2014 - Fonterossa
[Uscita: 27/09/2014]

# Consigliato da Distorsioni

tonyTony Cattano è un trombonista siculo, di Lentini, per la precisione. Come molti musicisti ha iniziato la propria carriera da bambino, nella banda della limitrofa Carlentini. Questa esperienza è all’origine del titolo del disco, come racconta lo stesso artista nel booklet allegato al CD: nei funerali accompagnati con la banda rimaneva sempre colpito dalle persone che seguivano il corteo leggermente in disparte, vedendoli quasi come simulacri dei defunti, rimasti comunque presenti nei ricordi degli astanti, poco lontano, appunto. Ma l’influenza dell’esperienza con la banda è molto presente in questo lavoro, anche a livello musicale. L’insolita formazione riunita da Cattano per la sua registrazione, un ottetto con quattro fiati (lo stesso Tony al trombone, suo fratello Carlo ai flauti e al sax soprano, Marco Colonna ai clarinetti e Beppe Scardino al sax baritono e clarinetto basso), batteria, vibrafono, chitarra e contrabbasso, affidati rispettivamente a Daniele Paoletti, Pasquale Mirra, Giacomo Ancillotto e Roberto Raciti, crea un impasto sonoro che paga un tributo indiscutibile alla musica per banda, senza certo dimenticare la grande tradizione “dixie” della marching bands, innestandovi tematiche blues, momenti di pianissimo cinematico, scoppi avanguardistici, arie mediterranee.

 

cattanoNe "L'uomo poco distante" predominano le atmosfere dilatate, i pieni orchestrali sono radi, come se la banda non volesse disturbare troppo la processione. Non per questo il disco manca di mordente, o non cattura l’ascoltatore, semmai gli richiede la giusta attenzione, e se la merita tutta. tonyLe nove tracce sono tutte valide, la “title track” dà subito il segnale di ciò che ci si deve attendere, con il suo andamento bandistico, ma anche con le evoluzioni dei solisti. I brani si annunciano con titoli assolutamente intonati al contenuto: Blue Requiem, ad esempio, si caratterizza per la batteria che sembra davvero segnare il passo del corteo funebre, ma con la “blue note” sempre in agguato nella sezione fiati, Cammino Sognante è dilatata ed evocativa, Settembre languida e crepuscolare, da fine estate, appunto. Si chiude con Warm Room, in cui la ritmica prende più corpo, forse il brano più propriamente “jazz” dell’album. Rimarchiamo, infine, la qualità dei suoni, davvero notevole, che eleva ulteriormente il valore di un disco ottimo.

Voto: 7.5/10
Luca Sanna

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