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25 gennaio 2017 , ,

Feminine

LORELEI

2016 - La bèl netlabel
[Uscita: 10/12/2016]

Il duo Feminine è formato da Giampiero Riggio, di stanza in Germania a Stuttgart, e Francesco Cipriano che invece vive nella calda Sicilia e ha lavorato al disco fra Messina e Trapani, “Lorelei” è stato concepito e registrato nel corso di tre anni separatamente, i contatti e gli scambi di idee e file musicali sono così avvenuti tramite la rete. Il disco esce ora per l'etichetta italiana La Bél Netlabel, specializzata in produzioni sperimentali e di ricerca, e delle cui produzioni ci siamo più volte occupati. Ma veniamo al disco in questione, intanto già il doloroso e sensuale languore della copertina, tra estasi mistica e indolente accettazione del dolore, poi il titolo dedicato a una leggendaria figura della mitologia tedesca, Lorelei è una fanciulla che con la sua bellezza e la melodiosa voce conduceva, come le sirene, gli uomini alla rovina - una figura celebrata sia dai romantici che da diversi musicisti, Cocteau Twins e Pogues fra gli altri – ci indirizzano verso un disco le cui atmosfere vivono di contrasti, a volte più apparenti che reali, fra luci e tenebre, fra calore mediterraneo e algide brume nordiche, fra tempesta romantica e malinconica serenità.

 

Lorelei” è il risultato della stratificazione di influenze molto diverse rielaborate dalla sensibilità dei due musicisti, nei momenti più dark e spettrali potrebbe sembrare uscito da una produzione 4AD di qualche lustro fa, come l'affascinante A Ghost Too, cantata da Laura Loriga dei Mimes of Wine, brano di intenso romanticismo, venato di oscurità e spirito decadente, mentre la strumentale Green Eyes Go Wild apre il lavoro con sonorità inquiete e nervose e Sun ha il languore sognante di certe produzioni shoegaze. Si prosegue con la bella melodia romantica e cupa («Why can't I love the sun?») di Honeyhunters e il leggiadro dream pop di Mohican supportata, come molte altre tracce, da un drumming molto fisico e martellante. Fra glitch e ambient la strumentale Happiness precede il minimalismo notturno e rumorista di Our Sleep e i beat nervosi e il canto gelido di Coral Face che si avvicina a gruppi sperimentali nordici come The Knife, mentre Centuries si sovraccarica di sentimentalismo romantico, un po' alla Morrissey, “Lorelei” riesce a trovare un magico equilibrio tra una visione fortemente sentimentale e drammatica, data in particolare dal canto, e la tensione verso la sperimentazione e il rumorismo, come esemplificato in Sacred Stones, traccia che chiude questo lavoro decisamente interessante.

 

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

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