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14 gennaio 2016 ,

Maurizio Abate

LONELINESS, DESIRE AND REVENGE

2015 - Black Sweat Records
[Uscita: 17/09/2015]

#consigliatodadistorsioni     

 

a0328192800_16Dopo la magia introspettiva dello splendido “A Way to Nowhere” (2014), Maurizio Abate ci mette di fronte a un nuovo lavoro con una copertina grigia, un punto focale rappresentato da un angolo vuoto, da due pareti opache e spoglie. Viene per un attimo da domandarsi se la strada verso il nulla sia proprio un approdo così freddo e desolante o se quel nulla sia davvero una ripartenza che chiude fuori tutto per ascoltarsi, per trovare tutto ciò che si cerca dentro se stessi. Non a caso gli unici elementi che si intravedono nella cover sono una spina e un interruttore e in alto una lampadina. Basta semplicemente decidere di accendere quella luce. Ed è proprio il caso di dire che questa energia che scorre, questa carica positiva che riscalda e alimenta emozione la sentiamo tutta.

Questi otto brani, pur muovendosi nei canoni estetici del folk delicatissimo e impalpabile che caratterizzano l’estetica di Abate, si rivestono di nuova potenza espressiva. Sono incisivi, penetranti e vividi. C’è vibrazione, c’è alternarsi di sentimenti e stati d’animo, ci sono una serie di contrasti e potenti slanci interiori che solo dalla solitudine possono nascere. E non è più la nebbia rarefatta del suo suono scarno e quasi sommesso e impalpabile. Non è più una visione onirica sbiadita dai contorni slavati. Sono rivoli vermigli, solchi incisi, traiettorie armoniche che si innalzano con abile sapere costruttivo. Si dosano istinto, tecnica, ed equilibrio.

 

abate2Il potenziale da cui si parte è il cuore, è l’anima. Una creatura messa a nudo può sentirsi smarrita e vulnerabile, avere paura o cadere nella malinconia ma in questo caso gli umori che si sprigionano raccontano desiderio e vendetta, anzi ad essere precisi desiderio e rivincita. In My Heart For A While parte soffusa, supportata da un soave soffio di armonica, si innalza sinuosa ad un lirismo palpitante, in scintillanti intrecci di note che si sublimano in densità. Arpeggi che si rincorrono e si aggrovigliano in vortici di ritmi e contrappunti. Una danza e un duello che fa lambire sostanza materica e eterea volubilità, che alterna pieni e vuoti timbrici.

Su tutte Tomorrow’s Plan si apre su una visuale di sospensione pneumatica, si fa poetica dei contorni, delle pieghe e dei chiaro scuri. Desiderio e rivincita vogliono forza e ponderatezza, avidità, pervicacia e sicurezza. abate1Desiderio e rivincita sono coraggio e riscatto, sfida e lotta. Sweet Motherfucker Blues penetra e fonde tutti questi colori e No More Prohibited Games sembra spalmarli in un ideale canovaccio di consolazione, pacificazione e consapevolezza. L’ispirazione al grande John Fahey sembra davvero colta. Dopo il nulla il tutto… ma per dirla con Epicuro il tutto nasce dal nulla.

 

Voto: 8/10
Romina Baldoni

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