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8 luglio 2012 , ,

Masoko

LE VOSTRE SPERANZE NON SARANNO DELUSE

2012 - Modern Life/Audioglobe
[Uscita: 15/06/2012]

Masoko “LE VOSTRE SPERANZE NON SARANNO DELUSECantautorato della scuola romana, da Daniele Silvestri a Niccolò Fabi fino ai Tiromancino, sonorità trip-hop d'Oltremanica e una spruzzata, ma piccola, di italo-disco e di electro-pop degli anni '80 sono gli ingredienti che, ben miscelati tra loro, costituiscono la base di questo “Le vostre speranze non saranno deluse”, terzo album dei Masoko (ma non trascuriamo i 5 EP, l'eccellente curriculum live e numerose apparizioni in compilations), band in giro ormai da 14 anni. La partenza con Il futuro non è è subito, sfacciatamente e senza imbarazzi, danzereccia, con la cassa che batte in 4 e fa muovere il piedino e un ficcante riff di pianino elettrico tanto anni '70. La successiva Buco nella testa, con quelle sue percussioni ammiccanti che andavano tanto di moda una trentina abbondante di anni fa, non può non far pensare al Lucio Battisti più criptico e bizzarro, quello del divorzio da Mogol e del connubio con Pasquale Panella, quello delle liriche infilate nella metrica secondo geometrie imprevedibili e dei falsetti alla fine delle strofe.

 

Prima del crollo, più legata a quel giovane cantautorato romano a cui accennavamo all'inizio, è l'episodio più intelligente e riuscito dell'intero album. Parla di come, dopo l'11 Settembre 2001 e, soprattutto, dopo l'avvento di questa crisi economica mondiale, i rapporti interpersonali siano improvvisamente, preoccupantemente cambiati. E purtroppo è vero, fateci caso. La dance riaffiora in In Alto, mentre Il diavolo è uno degli episodi più melanconici in questa opera per contro abbastanza sbarazzina. In Oggetti troviamo sentori di new-wave, e proprio quest'atmosfera si ripresenta in Tirati un po' su, riuscita e toccante soft-ballad (insieme a Il diavolo e a Prima del Crollo tra gli episodi più ispirati del CD) che nei momenti più tranquilli potrebbe quasi far pensare a Luca Carboni degli esordi, quello di Fragole buone buone, giusto per fare un esempio tra tanti, ma con la voce di Davide De Leonardis che negli acuti potrebbe benissimo essere un Robert Smith dei Cure che canta in italiano, tanta è la somiglianza timbrica. L'influenza battistiana riemerge fortissima, sempre più forte, nella conclusiva Tutto eri ieri, ma con finale urlato prolisso e fuori luogo che, francamente, si poteva proprio evitare.

Alberto Sgarlato

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