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14 maggio 2016 ,

Norman

LA GRANDINE!

2016 - Dischi Soviet Studio
[Uscita: 08/04/2016]

norman copertinaI disegni di Matteo Cremona che ha curato la copertina di “La Grandine!”, l'ultimo album dei trevigiani Norman, raffigurano un'esplosione atomica all'interno di una di quelle snowball che, capovolgendosi, imbianca di neve finta case e paesaggi da souvenir. Quella sfera di vetro non è altro che il microcosmo delle nostre vite in cui si agita il racconto della fatica e delle fragilità quotidiane, simboleggiate dalla grandine, capace di guastare il raccolto e di vanificare il lavoro.

In questo senso, l'album di Massimiliano Bredariol, Lorenzo Tomio, Redy Bonaventura, Igor De Paoli e Simone Zaffalon è un'antologia di storie di vita e di piccoli spaccati di intimità che toccano nel profondo grazie ad una scrittura di grande intensità e livello di poetica visionaria. La Grandine! è un album che si colloca al centro di un crocevia attraversato dalla canzone d'autore vicina per sensibilità a Vinicio Capossela e a sonorità più introverse assecondate dalle modulazioni di Massimiliano Brendariol in cui si ritrovano i segni delle increspature di Manuel Agnelli.

 

L'iniziale Gondrand è magnifica nel definire il ritratto drammatico  dell'inesorabilità e dell'esser gettati nel mondo -come direbbe Heidegger- con un mood alla David Sylvian che si stratifica lentamente di suoni eterei. A disinnescare la drammaticità liberata nell'aria, ci pensa il pop della successiva Bigdominorally, mentre Nonenewyork presenta un corpo normansferragliante sagomato da chitarre sature.

Il Danno, che vede la partecipazione di Paola “Dilaila” Colombo, potrebbe essere stata scritta da Moltheni, così come l'umbratile 4:44.    Leuca disegna la geografia dei ricordi di un viaggio, reale o immaginario non importa, in uno dei brani più significativi della tracklist. Commuovono poi gli archi e la delicatezza di Gino Rossi, brano dedicato al pittore trevigiano rinchiuso nel manicomio Sant'Artemio di Treviso. A concludere troviamo l'ironia amara di Tra un anno e la fanfara sbilenca di La Grandine che potrebbe appartenere ad un Tom Waits con meno densità alcolica.

Con La Grandine! i Norman hanno licenziato un lavoro maturo che ha il dono di seminare suggestioni ascolto dopo ascolto, disvelando sempre qualcosa di nuovo, dote questa indubbiamente non da tutti. 

 

Voto: 7.5/10
Giuseppe Rapisarda

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