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13 maggio 2012 ,

VeneziA

LA CULLA

2012 - 800 A/Audioglobe
[Uscita: 17/04/2012]

VeneziA – La Culla     È come se il Tom Waits di Clap Hands incontrasse il Jim Morrison di Horse Latitudes durante un antico rito sciamanico. Figure arcane disegnano una danza orgiastica e oscura. È il suono della terra e del sangue. È la voce dell’anima che implora invano di essere ascoltata, dalle paludi intrise di Santeria della Lousiana alle roventi terre di Sicilia forgiate nei miti dell’Ellade e rinate mille e mille volte nell’affascinante ossimoro di superstizione e Cristianesimo. Emozioni al calor bianco nel sulfureo disco d’esordio del trio palermitano guidato dalla voce straniante e travolgente di Andrea Venezia, figura storica del punk siciliano. Su un tappeto di blues alterato e dissonante, figlio più dell’ultima Nico che dei maestri del Delta, il canto si fa recitazione, la musica si fa teatro, creando al contempo qualcosa di completamente diverso.

 

I Venezia  (oltre al leader suonano Donato di Trapani alla sezione elettronica e sonorizzazioni varie e Roberto Conigliaro alla batteria) vanno oltre i canoni classici del blues, devastandoli. È un suono oscuro, alienato, lacerato e lacerante. Dalla iniziale, strepitosa Troppo tardi, passando attraverso la allucinatoria bellezza della title – track, ecco il delirio elettro – rock de Il pozzo, fino a giungere al capolavoro conclusivo di Cenere e fumo. Ma è l’intero album a colpire duro. Un geniale e meraviglioso pugno nello stomaco. Un disco anarchico eppure rigoroso, dissacrante eppure romantico che, nelle sue dissonanze esplosive, si fa amare come la magica sconvolgente follia di una visione. Ottimo.

Maurizio Galasso

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