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14 febbraio 2013

Peo Alfonsi

IL VELO DI ISIDE

2013 - Egeamusic
[Uscita: 15/11/2012]

Peo Alfonsi Il Velo di Iside 2012 Egeamusic Un album concept questo di Peo Alfonsi, un disco che parla del mito di Iside e del suo velo. Dice il musicista al riguardo: "Il velo  si rialza ed in un istante ci troviamo a vivere qualcosa di ancor più abbagliante. Il più spesso in queste occasioni c’è nell’aria della musica che suona, artefice o quantomeno complice di quanto ci accade. Se la musica di questo cd servirà ad uno solo di voi per condurlo oltre il velo e fargli provare magari per un attimo l’esperienza di ospitare l’incontenibile, Kyle, Gabriele, Salvatore, Maria, Francesco Carlo e io non avremo lavorato invano". Peo Alfonsi ha il diploma di chitarra classica conseguito al Conservatorio di Cagliari, ma i suoi studi hanno fatto sì che si avvicinasse anche al jazz e quindi all'improvvisazione. I suoi dischi prima di questo erano in massima parte di tale natura mentre recentemente è molto forte il suo sodalizio con Al di Meola con il quale ha inciso ben quattro album. Il suo è un curriculum lunghissimo e prestigioso. Le premesse ci sono tutte quindi.

 

Questo disco, "Il Velo di Iside",  ha la particolarità di uscire da una precisa catalogazione, ma questo di certo non è un difetto. Una musica ideale come ipotetica colonna sonora, essendo interamente strumentale e suonato in maniera impeccabile dai sette musicisti qui presenti. Musicisti che sono Peo Alfonsi, chitarra, Gabriele Mirabassi, clarinetto J. Kyle Gregory, tromba,  Salvatore Maiore, contrabbasso e violoncello Francesco Sotgiu,  percussioni e violino, Fausto Beccalossi, fisarmonica e Maria Vicentini, viola. Il disco ammalia ad un primo fugace ascolto, la leggerezza delle composizioni, i suoni morbidi, tutto molto bello. Inutile citare un pezzo al posto di un altro, sono tutte pezzi di buona fattura. Qualche rimembranza di certi lavori del grande Dan Ar Braz, storico chitarrista di Alan Stivell, nei passaggi in cui l'acustica di Peo detta legge anche se Alfonsi pur bravo non possiede certo la stessa classe interpretativa e soprattutto compositiva del magico bretone.

 

Alla lunga, diciamo già verso metà disco, una certa stanchezza d'ascolto arriva velocemente, e dopo l'entusiasmo iniziale viene voglia di accantonare il disco e passare ad altri ascolti. A mio modesto parere molti di questi pezzi avrebbero funzionato bene con delle parti vocali, magari femminili, dando una grazia e funzionalità maggiore a delle composizioni già ben strutturate di partenza. Una citazione va allo splendido artwork, di ottima fattura, copertina cartonata dura, con un bel libretto integrato, il tutto ad opera di Alessandro Scullari. La tecnica non è tutto nella musica si sa, il progressive stesso ne sa qualcosa, "Il Velo di Iside" soffre le stesse sintomatologie e l'eccessiva freddezza d'insieme lo penalizzano oltremodo. Peccato. 

Voto: 6/10
Ricardo Martillos

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