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23 marzo 2016 ,

TMO

HO:ME

2016 - Cut Up
[Uscita: 27/02/2016]

 

F1_1457368447Daniele Virgilio (a destra nella foto) e Andrea Campanella sono TMO e "HO:ME" è il loro primo album. Provengono da esperienze multidisciplinari nel campo letterario e tecnico ma la musica è il motore primo delle loro passioni e dei loro interessi; è presente in tutta la loro formazione al punto che, decidere di ritornare a fare musica dopo le esperienze giovanili, è stato come un ritorno a casa. 

Le nove tracce dell’album sono un’elettronica che per molti versi si richiama a influenze pionieristiche del passato ma allo stesso tempo suona originale, calibrata, godibile e mai banale. Allo stesso modo le atmosfere e le costruzioni sono legate alla techno, all’ambientale e alla new age di un periodo che si colloca nel pieno degli anni novanta. Quando ancora dietro al gusto di sperimentare e di creare mosaici con i suoni c’era anche la voglia di ampliare la creatività senza per questo smettere di sognare e restare umani. Tutto ciò che segue sarà poi dissacrazione, alienazione, rumore bianco senz’anima, figlio della disillusione post moderna e post industriale.  In HO:ME si respira aria vintage non solo per i riferimenti davvero ispirati a cui si ricorre in modo riconoscente ma perché la giocosa nostalgia tirata in ballo ci riporta ad un modo di fare musica per diletto e per piacere che spesso le identificazioni paradigmatiche, ideologiche e stilistiche, hanno un po’ snaturato. 

 

I tappeti ritmici e gli arrangiamenti sobri galleggiano in dissolvenze cosmiche. Tutto diventa rimando, allusione, hypnagogia. Berio in Amsychore e Maderna’s Satellite tributano le origini con sottili rimandi che filtrano le lezioni di dadaismo e concretismo sotto una lente deformante di psichedelia onirica. Le stasi prolungate e le oscillazioni armoniche, le tmoripetizioni di Spreed Rate of Enlightened Life e Tangerines and Oranges ci suggeriscono la musica trance di Robert Rich e dei corrieri cosmici. 

Tra folate siderali che prendono forma come eteree nebulose, glitch scintillanti e battiti ritmati, l’idea è quella di frammentazione e dispersione. Non ci sono intenti psicologici o crescendo ansiogeni ma rassicuranti e ben dosati giochi ipnotici. Più sperimentali ma ugualmente orecchiabili il poema tonale di droni distorti Ooodavisvoodoomiles e il dub On to, too, con la sovrapposizione di risonanze. Nessuna novità che in qualche modo non sia stata ampiamente scandagliata o sondata in ambito elettronico ma la prova convince per gli equilibri, per la sobrietà, per la brillantezza geometrica e per la fluidità. Una rilettura senza indulgenze, consapevole e sapientemente illuminata.

 

Romina Baldoni

Audio

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