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24 aprile 2018 , ,

Simone Massaron

FURORE

2018 - Long Song Records
[Uscita: 24/04/2018]

#consigliatodadistorsioni

 

Il romanzo "The grapes of Wrath" di John Steinbeck ha ispirato numerose opere, prima tra tutte il meraviglioso film di John Ford, che in italiano ha preso il titolo di Furore, del resto come il romanzo e come questo nuovo splendido lavoro del chitarrista Simone Massaron. Già nelle note di copertina, Nels Cline (altro grande chitarrista) ci rende edotti che quella di questo disco è cinematic music, ed effettivamente ce ne rendiamo conto subito dalla traccia d'apertura, Opening (Apocalypse), ascoltando la quale la mente non può non andare al ricordo della soundtrack di Neil Young nel film "Dead man". Ma Opening è anche il momento che precede l'esodo, lo spostamento verso i luoghi della speranza alla ricerca di nuove terre nella trasmigrazione della famiglia Joad dalla fattoria espropriata in Oklahoma verso la California o più esattamente verso l'ignoto. Il secondo brano si chiama proprio Tom Joad, personaggio chiave del libro (interpretato nel film di Ford da Henry Fonda) e già titolo di una delle "Dust Bowl Ballads" di Woody Guthrie; è una composizione struggente, eseguita in quartetto, con Massaron che suona anche banjo e mandolino, e attraversa l'America rurale fino a incontrare sul percorso accidentato i binari e i mezzi di locomozione evocati nella successiva He Was a Burning Busher. Tutte le musiche di Furore accompagnano idealmente questo spostamento e lo fanno anche con attimi di sperimentale spensieratezza (Used Cars, Good Used Cars - Connie's Thoughts).

 

Non mancano i momenti in cui ci si ferma a pensare e si guarda indietro con nostalgia (Ma' Joad, la madre di robusta figura che regge il peso emotivo di tutta la famiglia, Tom's Dust, la polvere che si è sollevata da terra al passaggio del figlio Tom, After Jim Casy, con i field recording della pioggia costante sugli arpeggi di chitarra acustica), e i momenti in cui si guarda al futuro con attesa (la resophonic slide guitar di The Mother Road e Go Down And Tell 'Em e la tensione dei violini con la chitarra elettrica preparata conclusiva di The Promised Land). Furore è anche il titolo della traccia conclusiva, anche questa, come l'iniziale, imponente ricordo legato alle note distorte di chitarra elettrica di Neil Young, e preceduta dalla singola immagine istantanea evocativa dell'essere in-ogni-luogo di I'll Be Everywhere, il grido ideale finale, sommesso e autentico, di chi non si abbandona all'arrendevolezza effimera degli spostamenti nello spazio delimitato e nel tempo storico.

Voto: 9/10
Sergio Spampinato

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