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16 dicembre 2015 , ,

C+C=Maxigross

FLUTTARN

2015 - La Famosa Etichetta Trovarobato
[Uscita: 06/11/2015]

#consigliatodadistorsioni

 

C+C-TYPO-PROVE3Fluttarn significa fluttuare nell'antico dialetto cimbro, lingua che nei titoli degli album dei C+C=Maxigross rivive in un ideale fiume di suoni e di suggestioni con cui il passato viene declinato attraverso un idioma sonoro ricco di sfumature, futuristico e arcaico nello stesso tempo. Fluttarn si pone a conclusione della trilogia inaugurata con la pubblicazione nel 2011 dell'EP “Singar” e del primo full lenght intitolato “Ruvain” del 2013 che è valso alla band il premio PIMI al MEI 2013 come migliore autoproduzione italiana. Il nuovo album colpisce per maturità ed inventiva, grazie alla combinazione di elementi diversi che si fondono in una formula di cui il folk e la psichedelia sono le componenti principali, dando vita ad una colorata pozione magica da sorseggiare lentamente per assaporarne il retrogusto. Il disco include la partecipazione di ospiti della caratura di Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, Martin Hagfors, Miles Cooper Seaton degli Akron/Family e Håkon Gebhardt, proveniente dai Motorpsycho, a conferma di una produzione curata e ricca di sfumature. Fluttarn è qualcosa che va oltre il concetto di semplice prodotto musicale, in quanto risponde ad una precisa concezione del mondo elaborata dalla band la cui formula risiede in una sorta di gioioso lavoro di decostruzione della vita. 

 

E' facile concedersi alle armonie di questa manciata di canzoni che descrive il corso di un fiume cristallino di coscienza attraverso cui specchiarsi e vedere il contorno invisibile delle cose. Già dall'avvio di You won't wait at the arrival si percepisce il clima di un folk accorato che entra sottopelle con i suoi cori che ricordano l'intensità dei Fleet Foxes e che si fonde ccon la successiva delicata psichedelia freak di Born Into It, una delle tracce più riuscite. Il clima si fa scanzonato con Bruce Skate il cui ritornello raddrizzerebbe la più storta delle giornate, così come Every Time I Listen To The Stones, a metà tra i lustrini della divisa del Sergente Pepe e “Would You Believe” di Billy Nicholls, mentre Est 1973 ha aromi sixties alla David Crosby. Il ragtime di An Afternoon With Paul sembra provenire direttamente dal “White Album”, mentre in chiusura troviamo le due gemme assolute del disco: Moon Boots con le sue eteree stratificazioni elettriche e la splendida schizofrenia della mini suite Rather Than Saint Valentine's Day Part III, che cita prima Lucy in the Sky with Diamonds e poi la webberiana “The Phantom of the Opera”, prima di spegnersi languidamente su una coda di malinconia strumentale fatta di echi e di fiati in lontananza. Fluttarn è un disco che rilascia bellezza ed in cui ogni brano ha una microstruttura di suoni e di particolari affascinanti che ci proiettano in una dimensione in cui le coordinate spazio temporali contano ben poco, regalandoci l'illusione di vedere ogni cosa più bella e sopportabile. 

Voto: 7.5/10
Giuseppe Rapisarda

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