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25 Dicembre 2012

Eternal Zio ETERNAL ZIO

2012 - Boring Machines, Black Sweat Records
[Uscita: 6/12/2012]

Eternal Zio "s/t" (Boring Machines, Black Sweat Records,# Consigliato da DISTORSIONI

 

Questa musica è un gorgo melmoso che risucchia. Trascina con sè inevitabilmente, assorbendo ogni spira, ogni particella sensoriale. E' principalmente epidermica, viscerale ma anche mistica e metafisica. Definirla tecnicamente è pressoché impossibile. C'è dentro tribalità da rito propiziatorio, un'improvvisazione di droni ed inserti elettronici che sono folate di ghiaccio siderale che impattano con i ritmi dei fiati, dell'organo e delle percussioni che invece sono folgori, squarci di luce intensi, reiterati, ammalianti, ipnotici, ottenebranti. Psichedelia mistica, sciamanesimo, esoterismo ma soprattutto l'elemento che pervade e satura l'atmosfera è quello di impalpabile vacuità. Una serie di giochi sonori capaci di sottrarre tutto il tangibile e il solido da sotto i nostri piedi per trasportarci in una dimensione di galleggiamento e lievità che è un flusso di luce, un'onda che trasporta, una brezza leggera che lambisce e accarezza. Altra forte sensazione predominante è quella della solennità, di un baccanale pienamente partecipato. Complici le sonorità sostenute a lungo, i continuum dilatati e riverberanti e le scansioni metronomiche da cerimoniale austero.

 

Le affinità maggiori possono farsi risalire agli esperimenti di La Monte Young e al suo tentativo, attraverso la Dream House, di stabilire un contatto simbiotico e percettivo con la musica. Riuscire ad incunearsi e adagiarsi nelle sue modulazioni e con essa propagarsi e diffondersi. Diventare musica anzichè tentare di interpretarla o farla propria. Non a caso il quartetto milanese non attribuisce alle sei suite nessun nome. Ognuna di esse appartiene, come in un divenire, al magma incandescente dello scorrimento infinito. Si sale in questi flutti di etereo ed evanescente e si va alla deriva. Musicoterapia dell'anima. Prodigio religioso messo in note. Vi erano lontani sentori in nuce di tanta audacia compositiva nel bellissimo "I Know when It's Time to get the Fuck Away", realizzato da Rella The Woodcutter con la partecipazione di Maurizio Abate, ora membri stabili del gruppo insieme a Raubaus e il criptico Valla. In un altro memorabile lavoro marcato Boring Machines del 2009 "Sator", i Mamuthones, ci avevano fatto raccogliere alcune inflessioni da danza popolare in cui convergevano folklore, arcana spiritualità, rapimento estatico e fervore pagano a costruire un unico linguaggio universale. Con questo progetto Eternal Zio porta a compimento un nuovo concetto filosofico cui la musica è chiamata a dare nome. Riesce ad arrivare nel meandri più sconosciuti della memoria del tempo, riesce ad unire in un'unica progenie l'uomo e il suo dio. Riflette gli albori e il futuribile e il tunnel di luce che li tiene uniti. Magistrale.

Romina Baldoni

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