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21 maggio 2016 ,

Syndone

EROS & THANATOS

2016 - AltrOck Productions
[Uscita: 09/04/2016]

#consigliatodadistorsioni                                  

 

syndoneCoverPulsioni di vita e di morte, coscienza e biologia, filosofia e liturgia. A distanza di due anni dal quinto progetto di studio ispirato all'odissea di Omero (“Odysséas”) la formazione piemontese dei Syndone rivolge la propria attenzione ed ispirazione artistica al perpetuo dualismo tra “Eros & Thanatos” realizzando un originale concept dedicato al Cantico dei Cantici di Re Salomone. Il vocalist biellese Riccardo Ruggeri dopo essersi prodigato in un'appassionata analisi ed aver osservato l'angolazione filosofica proposta dal poeta Guido Ceronetti materializza una rilettura lirica del tutto personale del biblico testo e la consegna tra le mani di Nik Comoglio, storico fondatore e tastierista della band, affinché le parole assumano dimensione espressiva in un contesto sonoro. Attivo da oltre due decenni il progetto Syndone per questa inedita fatica amplia la propria line-up a sei elementi, la stessa che si è resa artefice delle ultime fortunate stagioni live. Comoglio e Ruggeri vengono così affiancati da Marta Caldara (vibrafono e mellotron), Gigi Rivetti (hammond, moog e clavinet), Maurino Dellacqua (basso) e dal percussionista Martino Malacrida. E' indubbiamente da evidenziare la presenza come ospiti d'onore di due storici esponenti illustri del rock progressive: l'ex Moody Blues Ray Thomas e Steve Hackett.

 

Aperture sinfoniche, incursioni fusion, riverberi orientali. Rock e musica classica. E' un susseguirsi di motivi e trame sapientemente articolato quello che prende forma dall'ascolto delle undici tracce di Eros & Thanatos: la timbrica artefatta del fugace intro Frammento anticipa le convulse arie della strumentale Area 51, ammaliante flashback  colorato di quei contorni avant-guarde che furono tanto cari alla indimenticata ditta Stratos Syndone band& C. Il cantato melodico e teatrale di Ruggeri (ci ricorda a tratti il mood pindarico di Jeff Buckley) fa la sua comparsa in scena in Terra che brucia abilmente preso per mano dal dolce suono delle corde della classica prima di rimanere impigliato in un progressivo crescendo ritmico; idillici rintocchi di piano aprono e chiudono le arie de Gli spiriti del campo circoscrivendo un'agitato movimento centrale. Hanno un sapore emersoniano le evoluzioni di moog che accompagnano la recita ebraica Qinah mentre decisamente rasserenante è il fraseggio iniziale tra Rivetti e Ruggeri  in Duro come la morte, brano chiuso da uno struggente solo dell'elettrica.

L'ennesimo raffinato duetto piano-voce (Alla sinistra del mio petto) precede gli ancestrali battiti dell'evocativa Farha. L'incantato flauto di Thomas suggella la grigia poesia de L'urlo nelle ossa; il remake Bambole dondola tra incalzanti scenari rockeggianti ed intriganti intermezzi fusion. In Sotto un cielo di fuoco guadagna il centro del palco Steve Hackett, abile ad intervenire nelle struggenti trame orchestrali con la sua sei corde e ad Syndone band (2)impreziosire il degno epilogo di questo interessante lavoro. Sono multiformi le sfaccettature di Eros & Thanatos e necessitano, come ogni concept che si rispetti,  di ascolti prolungati ed attenti per essere apprezzate a pieno. L'evoluzione artistica dei Syndone compie un significativo passo avanti verso quella sperimentazione, spesso estremamente colta, che da sempre contraddistingue lo spirito del progetto. Malgrado l'oggettiva macchinosità l'album convince stilisticamente (catalogarlo progressive è riduttivo) così come convince il sestetto di musicisti in gioco per talento ed affiatamento. Un'intesa che troverà modo di consolidarsi ulteriormente con l'inizio della nuova stagione di concerti.    

 

Voto: 7.5/10
Alessandro Freschi

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