Migliora leggibilitàStampa
27 gennaio 2015 ,

Verdena

ENDKADENZ VOL. 1

2015 - Universal Music
[Uscita: 27/01/2015]

 #Consigliato da Distorsioni   

 

Verdena_Endkadenz_vol1“Parlare di musica è come ballare di architettura” è una delle tante celebri frasi di Zappa: se non descrive il nuovo lavoro dei Verdena “Endkadenz Vol.1”, la cura maniacale di cui è rivestito, i suoi vari livelli, la sua totalità si avvicina molto alle sensazioni che l’album dà. La palingenesi creativa, la capacità di mettersi in discussione e il taglio continuo e sempre coerente con il passato raggiungono qui il completo consolidamento in un processo iniziato con “Requiem” e stravolto e rafforzato in “Wow”, rendendo difficile parlare dei Verdena, dato che l’unico linguaggio che conoscono è quello musicale. Gli altri linguaggi sono completamente incomprensibili, impallidiscono o perdono di significato: basti pensare alla questione tanto dibattuta dei “testi senza senso” del frontman Alberto Ferrari che piega anche la propria lingua al servizio dell’armonia musicale e come nel mondo anglo-americano aliena il senso dalle parole.

 

Così è inutile dissezionare l’album canzone per canzone, sbucciarne ogni strato come una cipolla per scoprire che ogni cosa è contingente e mai casuale in un album dei Verdena: dall’apertura scorticata di Ho una Fissa al finale ipnotico di Funeralus, seguendo VERDENA_7226un percorso di spigolosità musicale e spirituale. Questa è l’impressione che il disco vuole dare: “una roccia nel deserto, di notte” (a questa immagine richiama lo stesso Ferrari in un’intervista) alimentata dall’uso ed abuso del pedale fuzz  di Petra dei romani Effetti di Clara (nelle chitarre, nei bassi, nella batteria, nella voce), dai cambi repentini di tastiera impertinenti, dalla voce di Ferrari sempre accompagnata da quei cori digitali di un’ottava più alti, da una malinconia di fondo che appare evidente nelle melodie rurali o schizofreniche di Nevischio, Puzzle, nell’elettricità di Sci Desertico e nei refrain a metà tra il montanaro e lo sciamanico di Rilievo. A contrasto, i singoli Un Po’ Esageri  e Derek ridefiniscono il significato di distorsione, elevando a mistico il livello del post- grunge, così come  nella più lunga Inno Del Perdersi

 

VERDENA_6680Non c’è niente che sfugga alla fame onnivora del trio di Albino e anche le reminescenze più sperimentali della loro cultura musicale affiorano in Diluvio, Contro la Ragione con la sua aria da lounge music bislacca, con trombe e percussioni etniche, si mescolano in Alieni tra Noi, echi lontani del pop psichedelico di Wow. Si delinea quindi nell’arco delle 13 tracce una complessità di stili, di abbracci musicali, intrecci, flash repentini dei lavori precedenti che i Verdena sanno coerentemente unire e rivomitare come un fiume in piena. Endkadenz Vol.1 riflette una ruvidità d’animo oltreché musicale, una malinconia sullo sfondo che i Verdena non riescono a scrollarsi di dosso. Endkadenz (perlomeno in questo primo volume) nella sua complessa introspezione musicale,  è onesto e reale, da fare male e spaventare. Come canta Alberto in Contro La Ragione:” In fondo anche io svanirò/ Sarà incredibile/ Come ripassi/ Fuori di qui è un mondo assassino per noi/ contro la ragione”.

Voto: 8/10
Ruben Gavilli

Official  Facebook   

 


Video

Inizio pagina