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29 aprile 2016 , ,

Bologna Violenta

DISCORDIA

2016 - Overdrive Records-Dischi Bervisti -Goodfellas
[Uscita: 11/04/2016]

#consigliatodadistorsioni   

 

BV1Nicola Manzan, poliedrico musicista, fra più ricercati del giro italiano e coinvolto in decine di collaborazioni conduce inarrestabile la corsa del suo ciclone Bologna Violenta, giunto con questo "Discordia" al suo quinto capitolo. La novità più clamorosa è la nuova formazione allargata (eufemismo) e raddoppiata, visto che è stato aggiunto il bassista e batterista Alessandro Vagnoni.

Non che l'impressionante muro del suono costruito da Manzan nel corso di oltre 11 anni avesse bisogno di essere arricchito ulteriormente ma avere un compagno di scorribande live non può che giovare alle innumerevoli apparizioni on stage del musicista veneto. Il disco si presenta con la solita copertina forte, un treno distrutto da un tremendo schianto: era l'interregionale di Crevalcore (7 Gennaio 2005) anche se d'istinto potrebbe essere confuso con uno dei tanti convogli vittime delle bombe dei settanta (Italicus, 1974).

BV Glue Firenze (13-3-2012) 19Ma come tiene a precisare lo stesso Nicola "Discordia non è un disco politico" ma piuttosto "è ispirato agli esseri umani che dedicano la propria vita a mettersi gli uni contro gli altri per avere poi un unico, comune finale: la morte". Com'è questo nuovo disco?

Non aspettatevi cambiamenti epocali, Bologna Violenta ha da sempre il suo stile inconfondibile, ha spesso mischiato heavy metal con la musica classica, è stato catalogato come grind-core, techno core, noise -chi più ne ha più ne metta- e questo quinto episodio non sposta d'una virgola dal suo binario (per parafrasare la copertina ) la direzione di questa bizzarra creatura. Quello che balza all'occhio è che i pezzi sono solo sedici, una miseria per le medie abituali del Manzan: questo vuol dire brani piuttosto lunghi e sopra i due minuti, una infinità per gli standard di Bologna Violenta.

 

Non fatevi ingannare dalla delicata apertura pianistica diSigle di telefilm, opera di Paolo Polon, la tempesta perfetta della Gibson SG di Manzan è pronta dietro l'angolo a scatenarsi di nuovo. E canzoni come proiettili cadono inarrestabili da lì a poco. Anche la sezione ritmica di Vagnoni, basso e soprattutto batteria,  picchia come un martello pneumatico; forse Manzan ha trovato il compagno di viaggio perfetto per la sua poderosa macchina da guerra. I titoli dei pezzi al solito rivelano una fantasia infinita e sono a loro BVmodo parte integrante del progetto BV. Incredibile lite al supermercato, con voci urlanti e fatte girare al contrario; i tecnicismi voluti di Un mio amico odia il prog; le voci incomprensibili di Lavoro e rapina in Mongolia e I felici animali del circo, con la sua feroce ironia a fare da contorno.

Raramente i due nostri musicisti si concedono una pausa, i ritmi si mantengono alti: rallentano un pò, ma giusto un capellino, con I postriboli d'oriente mentre Il tempo dell'astinenza ha sembianze prog, addirittura epiche. Fra quanti hanno contribuito alla realizzazione dell'album impossibile non citare la splendida e infaticabile Nunzia Tamburrano, pedina fondamentale dello scacchiere BV. Nicola Manzan non finisce di stupire e meravigliare, proseguendo un percorso artistico che per una volta e a piena ragione possiamo definire unico. Discordia non è nè il suo disco più originale nè quello più riuscito, è semplicemente un disco di Bologna Violenta. E questo dovrebbe bastare.  

 

Voto: 7.5/10
Ricardo Martillos

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