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14 giugno 2012 ,

Foxhound

CONCORDIA

2012 - Metatron/Inri/Audioglobe
[Uscita: 11/05/2012]

Foxhound “ConcordiaSicuramente chi ha curato la presentazione e l’ufficio-stampa dei Foxhound non si è risparmiato quanto a fantasia e ironia. Leggiamo infatti, a proposito di “Concordia”, loro album di esordio: “Concordia” è un disco indie perchè la produzione artistica spetta al gruppo; ha imparato dal pop perchè si fonda sulla componente ritmico-melodica; ha imparato dal rock: due chitarre, basso, batteria, no tastiere, no formaggio;  ha imparato dall’r’n’b: sinuosità, nitidezza; ha imparato dal noise la gioia della sporcizia, dal math la rigidità geometrica; ha imparato dalla techno la potenza della cassa in faccia e dalla house la freschezza del sincopato; ha imparato dal rock’n’roll: culo in fuori, stivaletti e ballare; ha imparato dall’hip hop la schiettezza sbattuta in faccia; ha imparato dal dub: basso ciccio, delay, riverbero; ha imparato dal funk la dolcezza e la leggerezza dietro alla ritmica serrata; ha imparato dalla musica industriale: prendi una sbarra di metallo, suona la sbarra di metallo; ha imparato dal dubstep la pienezza del suono e l’instabilita’ del barcollare; ha imparato dalla drum’n’bass la frenesia del correre; ha imparato dalla musica concreta: do it yourself; è un disco in inglese perchè le canzoni sono in inglese.

 

Ma “Concordia” non è un disco pop perchè non vuole piacere a tutti, non è un disco rock perché non vuole esserlo, non è un disco r’n’b: due chitarre, basso, batteria, sudore, non è un disco noise nè grunge, nè hardcore, nè math rock perché vuole essere rotondo e seducente, non è un disco techno e non e’un disco house: due chitarre, basso, batteria, no tastiere, no formaggio, non è un disco rock’n’roll perchè i musicisti sono nati nel 1992, non è un disco hip hop perchè nulla è stato campionato, non è un disco dub nè reggae: nei testi non si legge mai “marijuana” o “Babylon”, non è un disco funk per mancata abilità tecnica degli esecutori, non è un disco industrial perchè la copertina del disco non è la ciminiera di Auschwitz, non è un disco dubstep, nè drum’n’bass perchè c’è una (almeno ricercata) variazione ritmica, non è un disco di musica concreta perchè non prescinde dalla ritmica, non è un disco blues: nessun accordo di settima è stato suonato, non è un disco inglese perchè il titolo e’ in italiano, non è un disco metal perchè i musicisti non hanno abbastanza peli.

 

 A questo punto si vengono a creare delle inevitabili aspettative su chi siano i Foxhound e su che cosa voglia realmente essere “Concordia”. E tutto sommato queste aspettative non vengono nemmeno troppo disattese: ci troviamo di fronte a un onesto e piacevole dischetto di noise-pop, dove tutte le canzoni sono scritte con gusto e intelligenza e suonate con una buona sicurezza e una valida perizia tecnica, considerata la giovanissima età degli autori/esecutori. Se volessimo essere ingiustamente maligni nei loro confronti potremmo sottolineare che tutte le canzoni sono azzeccate ma in fondo non spicca il brano veramente catchy, il potenziale hit, quello che ti entra in testa e nel cuore, che ti uccide, che canticchi tutto il giorno. Ma i ragazzi hanno solo vent’anni ed eccellenti prospettive di crescita, avranno tutta la vita davanti per scrivere la song vincente. Bellissima la copertina con le coppie che si baciano, forse la mossa più geniale dell’intera produzione.

Alberto Sgarlato

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