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2 dicembre 2018

Mimmo Locasciulli

CENERE

2018 - Hobo/Believe Digital/SELF
[Uscita: 09/11/2018]

#consigliatodadistorsioni 

     

locaQuando si cerca di incastrare tutti i vari pezzi di un puzzle accade che la produzione di un disco porta via tanto, tanto tempo: alle volte anche nove anni. Mimmo Locasciulli ha cercato per questo “Cenere”, disco della sua completa maturità, di “chiudere la radio perché non voleva sentire, la televisione perché non voleva vedere”. Ha scelto le parole più belle per i suoi testi che sembrano sospesi per aria, ha scelto i musicisti più bravi per intrecci soavi come canti di cigni. Nove anni che racchiudono tutto il suo percorso artistico: a partire dagli anni ’70 con la sua esperienza al Folkstudio (abruzzese, si trasferisce a Roma nel 1971), a quella di cantautore pop-rock con instabili sconfinamenti nell’elettronica e astrattismi nel jazz e nel blues. I suoi testi sono una continua ricerca poetica che trova linfa nel vissuto quotidiano: brividi come scariche elettriche colpiscono l’attento ascoltatore che si ubriaca di parole senza aver bevuto.  

 

Nel 1975 incide il suo primo disco “Non rimanere là”. Nel 1977 pubblica lo stupendo “Quello che ci resta”, arriva l’era del Q. Disc ed ecco nel 1980 “Quattro canzoni di Mimmo Locasciulli”. Inizia la sua prolifica collaborazione con Francesco De Gregori che dura dal 1981 al 1983. Di questo periodo sono “Intorno ai 30 anni” del 1982 e “Sognadoro” del 1983. Nel 1985 escono “Mimmo Locasciulli” e “Confusi 61-TTXcXJQL._SY355_in un playback. Live special”. Nel 1987 Mimmo apre il concerto di Tom Waits in occasione del Premio Tenco e per l’occasione interpreta insieme ad Enrico Ruggeri il brano Foreign Affair. Dello stesso anno è l’album “Clandestina” mentre esce nel 1989 “Adesso glielo dico”. Cambia casa discografica e dopo essere stato tanti anni con la RCA passa alla Polygram. Per la nuova etichetta incide quattro album: “Tango dietro l’angolo” (1991), “Delitti perfetti” (1992), “Uomini” (1995) e “Il futuro” (1998). All’arrivo del nuovo millennio incide altri quattro lavori per la sua casa discografica, la Hobo, fondata nel 1994: “Aria di famiglia” (2002), “Piano piano” (2004), “Sglobal” (2006), “Idra” (2009).

 

Arriviamo ai nostri giorni. Il nuovo “Cenere” consta di 12 brani. La title track (tutto quello che brucia resta nella cenere) è brano gioviale, allegro, con il charango nell’incipit iniziale. La casa c’è è l’appartenenza alle proprie radici, memoria ed identità che si fondono. Le loca1regole del jazz, di cui è coautore Enrico Ruggeri, è una ballata arpeggiata molto sentita che scorre con un bellissimo incipit di organo in sottofondo. In Columbus avenue sembra a tratti di ascoltare il grande Tom Waits: la tromba di Fabrizio Bosso in sottofondo rende l’atmosfera ancora più rarefatta e alcolica. Malinconia dolce e consolante quella della pioggia che cade: Ogni volta che piove, struggente come non mai, scritta e incisa dal figlio Guido con il nome di Guido Elle. In Cercami si miscelano bisogno, appartenenza, negazione, fuga, colpa, innocenza, assenza, pioggia: ognuno di noi, a volte, cerca una mano da stringere.

 

La chiusura è una poesia letta tra una sigaretta ed una bottiglia di gin, "...dove la notte non trova il mattino, il silenzio ha già acceso i motori, e un pezzo di corda disegna un confine. Sono il profugo di un tempo malato, il fuggiasco inseguito…braccato, il clandestino in un cerchio sbagliato". Il fuggiasco e l’alba sembra tratta dalla mimmocolonna sonora di un film degli anni ’70. Si intrecciano Andi Hug alla batteria, Marco Di Marzio al contrabbasso, Michael Applebaum alla tromba ed il grande Mimmo Locasciulli al piano, tastiere e percussioni. In “Cenere” ci sono altre importanti collaborazioni: la bellissima voce di Awa Ly in Se vuoi, Pacifico, autore di Amnesia di un momento, e Büne Huber (leader della rock band bernese Patent Ochsner) con cui Locasciulli ha scritto e cantato la bellissima Annaluna, uno dei brani più coinvolgenti dell’intero disco, il racconto di un percorso di vita. Disco vivamente consigliato: sicuramente uno dei cantautori più in forma al momento nel panorama italiano e non solo. 

 

“Io sono così la pioggia e le nuvole / E mondi che non mi appartengono / E non esistono / Io sono così molecole nel vento / Che corrono e volano / E non si fermano mai”

 

Antonio Rotondo

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