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9 ottobre 2016 ,

Dente

CANZONI PER METÀ

2016 - Pastiglie-Sony Music Entertainment
[Uscita: 07/10/2016]

#consigliatodadistorsioni

 

dente-canzoni-per-metaDopo l'entrata in Sony Music con “Almanacco del giorno prima”, Giuseppe Peveri, alias Dente, prosegue con questo nuovo “Canzoni a metà”  la sua collaborazione con la casa discografica ma solo per quanto riguarda la distribuzione, la realizzazione è affidata all'etichetta indipendente Pastiglie, la stessa del disco d'esordio “Anice in bocca”. Più volte nelle interviste Dente ha ribadito la sua antipatia per coloro che si ostinano ad accusare quei musicisti cosiddetti indipendenti che sono passati al lato oscuro delle major. D'altronde, come canta nella title-track Canzoncina, “…scrivo una canzoncina tutta per te, nera come le mie lacrime, ma non ti preoccupare non la sentirà nessuno, i cantautori non vendono più”, frase 'rubacchiata' alla Sad Songs di Willie Nelson. Come per dispetto le ultime note di questo primo breve pezzo sono riempite dall'eco di Scanto di Sirene, brano presente nell'album “Non c'è due senza te”. Canzoni per metà è stato anticipato dal singolo Curriculum. Ben 20 canzoni che oscillano tra i due ed i tre minuti: brani rapidi, minimali, mai banali e diretti, simili alla comunicazione 2.0 che ci assale ogni giorno. Ciascuno appare come un brano a sé stante, frammenti autonomi di un puzzle che, una volta messi insieme e facendo un passo indietro, delineano un progetto quasi unitario anche se con colori diversi. Sembra di ascoltare il Dente degli esordi: tornano i sensibili e sottili versi dedicati ad amori egoisti e ormai andati: “Inchioda le tue labbra su di me, io farò lo stesso, vediamo quanto tiene e quando poi non tiene più si cade giù.” (Curriculum). Si tratta di situazioni che un cantautore d'altri tempi avrebbe cantato con aspri toni nostalgici vestiti di sofferenza, Peveri riesce invece a creare filastrocche fanciullesche quasi per sdrammatizzare, come ha sempre fatto dai tempi di Anice in bocca.

 

denteGeometria sentimentale e Ogni tanto torna sfoggiano un sound vintage anni '60. I versi sentimentali ed intimisti che facevano sognare in Non c'è due senza te, ritornano ora in un'anarchia di parole e in una libertà di scelte che si può ricondurre all'assenza delle mani pesanti di una major. “La luna è un'impalcatura che tiene insieme il nostro amore che cade in continuazione” (Impalcatura) -  “L'unica cosa che vorrei è una macchina velocissima che mi porti indietro qualche mese fa” (L'ultima preoccupazione). 

dente1Come eravamo noi raggiunge l'apice della vena intimista dell'autore, sia testuale che musicale, una vicinanza calda e commovente che si spegne tutto d'un tratto come farebbe uno schiaffo volato in aria per farci distogliere da un sogno. Dente ha dichiarato che non si tratta di canzoni lasciate a metà per un volere ben preciso, sono brani dedicati alle sue metà. Non è la prima volta che si cimenta in giochi di parole e sperimentalismi testuali. L’intenzione di destrutturare il concetto di canzone era già stato denteattuata in brani come Cuore di pietra ed è stata anche ben collaudata con “Favole per bambini molto stanchi, libro di filastrocche uscito per Bompiani. Dente rifugge la logica dell'ordine, gioca con le aspettative, chiude il testo proprio quando si sta iniziando a capirlo. È impossibile trovare un filo rosso che colleghi le venti canzoni contenute in questo album, lui stesso dichiara di non voler fornire una spiegazione dei suoi testi, ognuno può dare quella che sente più consona, più personale.

Voto: 7/10
Elisabetta Di Cicco

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