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14 giugno 2016 , ,

Psy-Phon

BUILDING 2

2016 - Spare Parts Records - ltd. ed. CDR/digital download -12 tracks – 57 minuti
[Uscita: 24/05/2016]

 #consigliatodadistorsioni    

 

a0433344885_16Esattamente a due anni dall’uscita di “Building 1” torna il parmense Andrea Azzali (ex-Monophon, ex Parts, ex T.A.C.) con il secondo album del suo nuovo progetto Psy-Phon. “Building 2” è la seconda parte di uno studio sul “rapporto tra architettura e suono” costituita da una dozzina di tracce strumentali, tutte contrassegnate da lettere o sequenze di numeri anziché da titoli. La materia sonora è simile a quella del primo lavoro, ma mancano gli episodi power-electronics, sostituiti qui da esperimenti di drone music, e anche la componente industrial è circoscritta solo ad alcuni episodi. Una raccolta di dodici quadretti (che per comodità indicheremo con lettere dalla “a.” alla “n.”) dal mood non proprio rassicurante, realizzati con software per la gestione e manipolazione in real-time di sorgenti sonore (leggi “registrazioni”) tipo Max/MSP a cui il compositore affianca un drone-box (generatore elettronico di droni) e alcuni synth modulari.

 

“a.” è costituita da un drone ipnotico, su cui il musicista manipola in real-time un magma di glitch e microsuoni granulari e su cui aggiunge (nel finale) glaciali e cacofonici riff sintetici. La componente industriale e percussiva della musica di Azzali torna a farsi sentire in un paio di brani acusmatici (“b.” e “h.”) dal carattere ritmico-rumorista che ricordano gli esperimenti del francese Vivenza. “c.” è una composizione elettroacustica in cui, su un tappeto di registrazioni riprodotte al contrario, si stagliano suoni stridenti elaborati al computer: un drone bassissimo e distorto entra a circa tre minuti dalla fine del brano, seguito da suoni raggelanti che ricordano sirene antiaeree del secondo conflitto mondiale. Se “d.” è un flusso sonoro basato su un loop distorto (simile al suono di una campana) e su elaborazioni elettroniche in real-time, “e.” è una traccia ambient-industrial backnella cui prima parte ascoltiamo un drone rumoroso da cui si genera un magma sonoro che si sgretola e si ricompatta, mentre nella seconda parte si alternano momenti di calma a esplosioni sonore. 

 

“f.” invece è un dissonante brano cameristico per violoncelli, flauti e clarinetti (tutti virtualizzati al PC, ma che suonano incredibilmente reali), simile alle colonne sonore che il compositore realizza per il teatro (alcune delle quali inserite nel recente album “Original Soundtracks”). Con le torbide pulsazioni elettroniche di "g.” si torna per qualche minuto al sound power-electronics di Building 1, anche se in maniera meno violenta e più ovattata. Se "i." è una onirica traccia ambient-glitch fatta di inquietanti suoni fluttuanti, “l.” è un brano sinistro basato su un loop ossessivo su cui giacciono campionamenti vocali lirici dal carattere ectoplasmatico. “m.” è una composizione acusmatica dal forte accento atonale, con manipolazioni in real-time di una performance pianistica, di una sezione archi e di piatti orchestrali. Chiude "n.", poderoso brano electro-industrial dal mood cinematico, possibile soundtrack per un film sci-fi.

 

 azzali1L’influenza dei principali compositori contemporanei di musica elettronica, acusmatica e strumentale (Xenakis, Nono, Ligeti…) è evidente nel lavoro di questo scultore del suono, che da trentacinque anni ci regala progetti musicali “non allineati” di altissima qualità, con grande passione, dedizione e serietà. Building 2 pur riservandoci qualche sorpresa in meno rispetto al primo capitolo, è un lavoro decisamente più coerente. Imperdibile per tutti coloro che amano la musica acusmatica, industrial e drone. 

 

Voto: 7.5/10
Diego Loporcaro

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